«Effetto gelo,  nei meleti danni rilevanti»
Meno problemi nei frutteti protetti dagli impianti antigelo

«Effetto gelo,
nei meleti danni rilevanti»

Fondazione Fojanini. Le temperature rigide degli ultimi giorni hanno compromesso le piante che erano già in fase di fioritura

Clima sbagliato, 30 gradi a marzo, poi abbassamenti termici secchi e precipitosi, alla agricoltura non va bene. La prevista e temuta gelata di ieri e di mercoledì con minime notturne dai -2 ai -3 gradi in Bassa e Media valle e fino a -6, -7 gradi nella zona di Villa di Tirano, Bianzone mina i raccolti dei meleti colpendo i fiori nel primo rigoglio.

Quadro preoccupante

Non colpisce troppo duro le viti, ma i bilanci sono in corso. E per il mondo rurale che lotta già contro le strette delle chiusure, il calo sui consumi causato dalla pandemia, i danni si aggiungono ai danni.

C’è stato vento a folate a «spostare – precisano i tecnici agronomi al lavoro in queste ore tra i filari, per i rilevamenti– masse e vortici di aria fredda determinando danni marcati in alcune situazioni più che in altre», ma di certo aprile porta note nere sul settore agricolo. «Come anticipato dalle previsioni meteorologiche – hanno annunciato ieri i tecnici di Fondazione Fojanini, impegnati a fianco dei produttori - nelle ultime due nottate, da martedì a giovedì, le temperature notturne hanno subito un abbassamento deciso che ha causato vasti fenomeni di gelate un po’ su tutte le colture in provincia di Sondrio».

«I danni più rilevanti – è stato reso noto – sono quelli a carico del melo che, in fase di inizio fioritura già da più di una settimana, si trova nella fase fenologica della piena fioritura sulla maggior parte delle varietà. Solo nelle fasce altimetriche più elevate la fase fenologica è lievemente più in ritardo, con visibili i “bottoni rosa” di inizio fioritura».

«Nella zona di Ponte in Valtellina, Tresivio, Piateda i danni più rilevanti erano già visibili mercoledì sul fondovalle, per una stima precisa si dovrà attendere, ma sicuramente, in questa fascia i danni saranno molto estesi. Nella zona di Villa di Tirano-Bianzone dove funziona l’impianto antibrina, nei frutteti protetti da questo sistema, confidiamo che i danni siano contenuti. Purtroppo nei frutteti non coperti da tale impianto si evidenziano, così come nelle parti basse del conoide di Ponte in Valtellina, danni estesi, qua e là anche a quote maggiori, e soprattutto fino alla metà dell’altezza delle piante, sempre per la stratificazione del freddo. Nei frutteti dei comprensori dell’Alta valle, infine, si sono comunque registrati danni soprattutto nelle zone della piana tra Sernio e Lovero».

Gli altri comprensori

Duri colpi del gelo anche in Bassa Valle. «Altri comprensori frutticoli colpiti sono quello di Postalesio – ha detto ieri Luca Folini, responsabile del settore frutticoltura Fojanini – che ospita due realtà produttive consistenti, e ancor più il frutteto che si trova nel conoide del Tartano, quei circa 10 ettari di meleto in sponda orobica. Qui la temperatura ha iniziato a scendere a zero gradi intorno alla mezzanotte, poi è ancora scesa e ha raggiunto i -2 gradi, sufficienti ad allessare, ammalorare pesantemente i fiori del melo.

Tutto è accaduto in modo non uniforme con le correnti d’aria che hanno colpito soprattutto alcuni punti del frutteto. Alle 9 del mattino all’interno dei fiori si vedeva ancora il ghiaccio. Anche dove il freddo non ha compromesso in modo così pesante la produzione, sicuramente qua e là la frutta presenterà problematiche per un danno quantitativo ma anche qualitativo».

Danilo Rocca


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