È un falso cieco? Per il Riesame sì: altri sequestri
Il Palazzo di Giustizia di Sondrio

È un falso cieco? Per il Riesame sì: altri sequestri

Il giudice milanese respinge la richiesta di dissequestro della difesa. Bloccati altri 27mila euro.

Secondo il Tribunale del Riesame, la Guardia di Finanza di Sondrio aveva ragione: il presunto falso cieco avrebbe truffato davvero lo Stato, intascando per anni una pensione di invalidità alla quale, secondo l’accusa, non aveva diritto. Nelle scorse settimane gli erano stati sequestrati 97mila euro. L’avvocato della difesa, il sondriese Marcello Caci, aveva però immediatamente presentato ricorso al Tribunale del Riesame di Milano, ritenendo in sostanza infondate le accuse alla luce di una asserita incapacità di vedere correttamente da parte del proprio assistito.

Il giudice milanese però ha respinto il ricorso, dando in sostanza ragione agli inquirenti. Sequestro confermato, quindi. Anzi, nel frattempo le fiamme gialle hanno sequestrato all’indagato altri 27mila euro.

Secondo gli investigatori stava cercando di nasconderli, spostandoli da un conto corrente all’altro grazie all’aiuto di parenti e amici compiacenti, che adesso si trovano indagati per “concorso in truffa aggravata finalizzata al conseguimento di erogazioni pubbliche”, come recita testualmente l’articolo 640 bis del codice penale.

Oltre all’indagato principale, sono stati denunciati anche due suoi parenti e un amico. Il presunto truffatore, 71 anni, residente nel mandamento del Tiranese, a partire dal 2007 percepiva la pensione di invalidità come se fosse completamente cieco, ma secondo gli inquirenti camminava tranquillamente con passo spedito e senza alcun aiuto.

Sempre secondo l’accusa, i soldi che l’uomo si sarebbe messo in tasca senza averne diritto sarebbero molti di più: poco meno di 160mila.

Di qui il sequestro per equivalente di una somma che altrimenti avrebbe potuto essere nascosta. La battaglia legale è ancora alle sue fasi iniziali, anche se il difensore ha preferito in questa fase non rendere note le prossime mosse a tutela dell’indagato.


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