L’ultimo saluto a don Ernesto   E il ricordo della sua vocazione
Don Ernesto Tocalli era nato a Sirta di Forcola il 7 ottobre del ’36

L’ultimo saluto a don Ernesto

E il ricordo della sua vocazione

Oggi il funerale di don Tocalli, terzo sacerdote morto in una settimana

Anni fa raccontò la storia della sua vocazione

Si sono celebrati a Sirta i funerali di don Ernesto Tocalli, scomparso nella notte tra martedì e mercoledì all’età di 84 anni. A presiedere il rito, poiché il vescovo Oscar Cantoni è impegnato nel convegno sulle vocazioni delle Conferenze dei vescovi europei, sarà il vicario generale della Diocesi, monsignor Ivan Salvadori.

Dopo quello di don Attilio Bianchi, lo scorso venerdì, e quello di monsignor Pio Giboli, lunedì, quello di oggi sarà il terzo funerale di un prete diocesano nell’arco di una settimana.

L’estremo saluto a don Ernesto gli sarà tributato nella chiesa parrocchiale di San Giuseppe a Sirta, frazione di Forcola, dove il sacerdote maturò la sua vocazione e celebrò la prima Messa dopo l’ordinazione ricevuta il 25 giugno 1961 dal vescovo Felice Bonomini.

Dieci anni fa, celebrando il cinquantesimo di sacerdozio nella stessa chiesa di Sirta, don Ernesto ricordò come nacque la sua vocazione.

A partire dal giorno in cui, dopo aver ricevuto la prima Comunione, raggiunse con alcuni compagni Valle di Colorina.

Lì incontrarono il venerabile don Giovanni Folci, allora parroco del paese, e chiesero la sua benedizione. Poi si misero in posa per una foto ricordo e don Folci affidò il suo breviario nelle mani del piccolo Ernesto, preconizzando il suo sacerdozio: «Questo bambino diventerà prete».

Da quel giorno, però, la vita del futuro sacerdote non fu affatto semplice.

Nel 1941 morì il padre Giuseppe, lasciando la moglie, malata di cuore, con dodici figli. E a Sostila, la piccola frazione dove viveva la famiglia Tocalli, la vita era tutt’altro che semplice durante la Seconda guerra mondiale. Nel 1948, dopo la quarta elementare, Ernesto frequentò il quinto anno nel collegio dei Salesiani di Sondrio e poi, al termine dell’anno scolastico, salì in montagna con i fratelli per custodire il bestiame.

Un giorno, però, chiese improvvisamente al fratello Giovanni di scendere a casa per studiare: voleva affrontare gli esami di ammissione alla scuola media e poter così entrare nel Seminario minore di Sant’Abbondio, a Como. Una grande gioia per la mamma Maria, che confidò al figlio le sue aspirazioni nei suoi riguardi la sera della vigilia della solennità dell’Assunta.

Si dilungò a lungo a parlare del Seminario e del futuro del figlio, poi gli chiese di rimanere nel letto accanto a lei, dato, a cause della malattia al cuore, non si coricava mai da sola. Ernesto si chiese il perché di quel lungo parlare del suo futuro, delle confidenze della mamma e della gioia per il suo futuro da sacerdote.

Lo comprese il mattino seguente, quando si accorse che la donna era spirata nel sonno.

La morte di mamma Maria non gettò nello sconforto i figli e i fratelli e le sorelle - oggi ancora viventi sono Angela Maria, Edvige e Clotilde – accompagnarono Ernesto nel suo cammino, fino all’ordinazione sacerdotale e poi ai suo primi incarichi. Dal 1961 al 1970 fu vicario a Campodolcino e parroco di Isola e Pianazzo.

Quindi, nel 1970 fu nominato parroco di Madesimo e vi rimase quasi per tre decadi, assumendo nel 1999 la guida della prevostura di Grosio. Dopo dieci anni, fu trasferito di nuovo in Valchiavenna, quale parroco di Novate e amministratore di Campo Mezzola.

Dal 2014 fu per un breve periodo collaboratore a Campovico e Desco, prima di fare ritorno a casa.

Nell’ultimo periodo era ricoverato alla Casa Madonna del Lavoro di Nuova Olonio, dove si è spento. Nella vicina casa del commiato dell’agenzia funebre Paggi, ieri sera è stata recitata la preghiera del rosario in suffragio di don Ernesto.

La salma questa mattina sarà traslata nella parrocchiale di Sirta, cui si potrà fare visita a partire dalle ore 10.


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