È arrivata la variante inglese   Già cinque casi, altri tre dubbi
Comincia a farsi strada in provincia la variante inglese che colpisce i più giovani

È arrivata la variante inglese

Già cinque casi, altri tre dubbi

Non è ancora emergenza ma la situazione è sotto osservazione. Saporito: «Massima prudenza, i ragazzi possono essere veicoli inconsapevoli di trasmissione»

Non è ancora boom di varianti Covid, in provincia di Sondrio, ma quella inglese comincia a farsi strada. Cinque, ad oggi, i casi confermati, mentre per altri tre si attende il responso del laboratorio di analisi accreditato per lo studio di questo genotipo virale, situato al San Gerardo di Monza.

Ne dà notizia, in un comunicato stampa, Asst Valtellina e Alto Lario, i cui esperti virologi, poche settimane fa, davano conto del ricovero, al centro Covid Morelli, del primo e unico, allora, paziente affetto da variante inglese del virus, la sola, al momento, censita in provincia di Sondrio, dato che né la brasiliana, né la sudamericana, sembrano aver fatto capolino, o quanto meno non si sono ancora riscontrate.

Il ceppo inglese, invece, corre più veloce della luce e, come sappiamo, ha già interessato vaste fette di popolazione del Bresciano e dei paesi della Bergamasca confinanti con la provincia di Brescia. Tant’è che proprio dal Bresciano sono giunti, la scorsa settimana, al Morelli sei pazienti che non hanno potuto trovare posto negli ospedali della loro zona di residenza. E altri se ne sono aggiunti nel fine settimana, oltre a 17 provenienti dalla nostra provincia, per cui, alla fine, il saldo fra dimissioni e ricoveri, negli ultimi giorni, è negativo e vede aumentare il complessivo di quattro unità. In pratica, da venerdì a ieri i ricoverati sono passati da 61 a 65.

Numeri ancora contenuti, in senso assoluto, e se paragonati a certi picchi del novembre dello scorso anno, anche se l’allerta è alta in Asst, soprattutto in relazione all’andamento Covid in Lombardia e nel territorio della, non troppo lontana, Brescia.

Osservata speciale, nel caso nostro, è la Valcamonica dove la diffusione del contagio è stata significativa negli ultimi giorni e sicuramente superiore a quella prodottasi nella nostra provincia. Basti dire che, fra ieri e domenica, nel territorio camuno appannaggio dell’Ats della Montagna (100.325 abitanti), si sono registrati 72 nuovi casi Covid, contro i 19 di venerdì scorso e i 60, però, del giorno precedente. E sempre ieri si sono avuti anche due decessi. Il totale dei positivi nella vicina Valcamonica è di 5.178 da inizio pandemia con 4.157 guariti (34 solo ieri) e 260 morti. I casi attivi sono 761, contro i 725 di sabato e i 717 di giovedì.

Fare attenzione

«I contagi sono in aumento ovunque, in particolare nella nostra regione - sottolinea Tommaso Saporito, direttore generale di Asst Valtellina e Alto Lario -, quindi raccomandiamo, nuovamente, di usare la massima prudenza, perché il rischio è altissimo e l’unica possibilità che abbiamo di contenerlo è adottare le misure di sicurezza che, ormai, tutti conosciamo».

«I giovani possono essere positivi al coronavirus senza saperlo - aggiunge Saporito -, non manifestando sintomi evidenti, e si trasformano in vettori inconsapevoli, mettendo a rischio le persone più fragili, gli anziani in primis. Per questo diventano fondamentali i comportamenti corretti anche all’interno della propria abitazione, oltre che fuori. Abbiamo il dovere - conclude Saporito - di proteggere le persone che, più di altre, potrebbero subire conseguenze gravi dal contagio in quanto afflitte da altre patologie».


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