È andata a vaccinarsi a 101 anni  «A casa non arrivavano mai...»
Nonna Ilde, 101 anni, vaccinata a Nuova Olonio

È andata a vaccinarsi a 101 anni

«A casa non arrivavano mai...»

La storia Ilde Libera, di Novate, portata dai parenti alla Rsa di Nuova Olonio per la sua dose

A 100 anni compiuti aveva partecipato al picchetto dimostrativo davanti al tribunale di Sondrio contro la Falck ed aveva raggiunto anche Roma, per prendere parte all’udienza generale del 18 dicembre 2019, con Papa Francesco, per cui, poteva non raggiungere, in autonomia, il punto vaccinale della Rsa di Nuova Olonio per ricevere la sua dose di Pfizer?

Certo che poteva, Ilde Libera, 102 anni il prossimo 17 novembre, di Novate Mezzola, e così è stato, anche perché, diversamente, saremmo andati alle calende greche.

Tempi diversi

«Non è mia intenzione entrare in polemica con alcuno - assicura il congiunto di nonna Ilde che l’ha prenotata per il vaccino -, però, è un dato di fatto che, solo mercoledì mattina, cioè il giorno stesso in cui nonna Ilde aveva già fissato la seconda dose di vaccino alla Rsa di Nuova Olonio, abbiamo ricevuto la chiamata dell’Ats della Montagna, ufficio Cure primarie, per organizzare la vaccinazione a domicilio della nonna, che, a quel punto, penso sarebbe stata fatta la prossima settimana, come prima dose».

E non è che il famigliare non abbia chiesto più volte, in passato, la possibilità di sottoporre nonna Ilde a vaccinazione a domicilio.

«E’ vero che la nonna è sempre pimpante e, se c’è da uscire, non si tira indietro - assicura -, però è anche vero che, fisicamente, non è più quella di prima, neppure quella dei 100 anni. Ora è in carrozzina e ci sembrava preferibile, per lei, fare a domicilio, il vaccino. Solo che abbiamo chiesto più volte ragguagli, al medico, che l’aveva messa in lista, ma non ci sapeva dare una data».

«Fino a quando - aggiunge - , hanno chiamato dal centro vaccinale stesso, di Nuova Olonio, dove ci hanno detto avere in lista la nonna, per cui, se ritenevamo, potevamo portarla lì, direttamente, ed usufruire di quella possibilità, vaccinandola già il 7 aprile, con prima dose. A quel punto, visto che con la domiciliare non se ne usciva, abbiamo optato per questa soluzione ed abbiamo contattato la Croce Rossa, delegazione Valchiavenna del Comitato di Morbegno e, tramite loro, gentilissimi, abbiamo organizzato il trasporto, sia il 7 aprile, sia mercoledì pomeriggio, per il richiamo. E’ andato tutto benissimo e la nonna tiene a ringraziare la Croce Rossa e le due volontarie di Novate messesi a disposizione, anche se, ovvio, il servizio di trasporto va pagato. Ci mancherebbe. Abbiamo ritenuto anche di dare qualcosa in più, come offerta, sia per il primo sia per il secondo trasporto, considerato quanto ci è sempre stata vicina la Croce Rossa».

Il punto non è questo, tuttavia, è un fatto che la vaccinazione dovrebbe essere gratuita per tutti e prioritaria per i grandi anziani, mentre, nonna Ilde è “slittata” al 7 aprile rispetto al giorno di avvio della vaccinazione, il 18 febbraio scorso, e sarebbe slittata ancora di un mese con la domiciliare.

Praticamente è stata vaccinata lo stesso giorno della figlia Marinella, che, essendo del 1951, ha ricevuto la prima dose di AstraZeneca, proprio mercoledì mattina, a Chiavenna, appena prima di accompagnare mamma Ilde per il richiamo a Nuova Olonio.

Le perplessità

«Si nota anche un’incongruenza fra uffici, perché, da una parte, ci chiamano dal centro per la vaccinazione - dice il famigliare -, dall’altra, ci chiamano, a iter quasi terminato, dall’Ats, per fare la domiciliare... Forse, occorrerebbe guardare al modello tedesco e potenziare, davvero, la medicina territoriale e preventiva, perché l’impressione è che la situazione stia sfuggendo di mano. I medici curanti sono allo stremo, anche causa il Covid, e queste difficoltà rischiano di ripercuotersi sugli assistiti».


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