Due squadre di medici  per le visite a domicilio

Due squadre di medici

per le visite a domicilio

Da lunedì Opereranno sulle aree di Sondrio e Bormio

Interverranno su segnalazione del medico di base

Sondrio

Novità per l’emergenza territoriale da coronavirus arrivano dall’Ats della Montagna. Quatto Unità speciali di continuità assistenziale (Usca), formate da due medici ciascuna, saranno operative, da domani, sulle aree di Sondrio e Bormio, per la Valtellina, e Pianborno ed Edolo, per la Valcamonica. Quindi per il nostro territorio sono soltanto due: in allestimento una quinta unità che, da Sondrio, possa coprire tutta la zona est di competenza dell’Ats, quindi, Bassa Valtellina, Valchiavenna e Alto Lario.

Da tempo auspicati, i tanto attesi avamposti nella cura dei pazienti “corona” o considerati tali, a domicilio, sono arrivati e sono operativi. A disposizione dei tanti pazienti che, da più di un mese a questa parte, stanno chiedendo a viva voce di essere visitati e supportati dai loro medici di medicina generale. Che si sono fatti in quattro, va detto, per farlo, per essere al loro fianco, talvolta, rimettendoci la salute, se non la vita a causa della mancanza dei dispositivi di protezione individuale e dell’impossibilità di poter essere sottoposti a tampone.

Ricordiamo che la provincia di Sondrio è una di quelle che conta un medico di medicina generale morto con coronavirus, il dottor Domenico De Gilio, in servizio negli ambulatori di Novate Mezzola, Campo e Verceia.

Da lunedì, i medici di base e pediatri di famiglia (128 quelli in servizio in provincia di Sondrio), avranno al loro fianco colleghi volonterosi, che hanno risposto “sì” alla manifestazione di interesse promossa nei giorni scorsi dall’Ats della Montagna.

Medici, provenienti anche da fuori provincia che visiteranno i pazienti a domicilio su attivazione del medico di medicina generale. Lo faranno bardati di tutto punto, protetti dalla testa ai piedi, con la scafandratura, e la strumentazione idonea a valutare le condizioni del paziente e, insieme, l’opportunità di attivare, sempre tramite il medico di medicina generale, il profilo assistenziale Adi Covid (assistenza domiciliare integrata per pazienti con infezione da coronavirus).

«Abbiamo introdotto queste unità dove c’è una maggiore casistica - dice Elena Pirola, direttore sanitario dell’Ats della Montagna -, anche se stiamo lavorando ad attivarne una quinta sul territorio ancora non presidiato, facendo, però, non poca fatica per la carenza del personale medico a disposizione. A prendere servizio, lunedì, ad esempio, sarà anche un medico inviato dalla Protezione civile».


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