Due platani tagliati a Chiavenna e cresce la polemica: «Dovevamo farlo»
Gli operai al lavoro per il taglio degli alberi

Due platani tagliati a Chiavenna e cresce la polemica: «Dovevamo farlo»

L’intervento nel parcheggio di Prato Bazzi nell’ambito di un progetto del Comune per riqualificare l’area.

Via due platani nel parcheggio di Prato Bazzi e a Chiavenna scatta la rivolta. Moto di indignazione per le operazioni, avviate ieri mattina, delle due piante centrali del grande parcheggio. Che ci sarebbe stata una revisione dell’alberatura del parcheggio si sapeva da alcune settimane, da quando il Comune aveva annunciato il varo di un progetto, non ancora finanziato, per la riqualificazione dell’area. Abbastanza disastrata, come noto. Nessuno, però, si aspettava che si cominciasse a tagliare le piante subito. I commenti indignati ieri si sprecavano nelle discussioni on-line. Discussioni che hanno ripreso quelle della prima parte di quest’inverno, quando parte della popolazione non aveva accettato di buon grado la rimozione dei cedri di viale Maloggia. Tanto che sul punto si è mossa anche la minoranza consiliare di “Ho a cuore Chiavenna”: «La zona si trova in condizioni pessime e non possiamo che essere concordi su un intervento di riqualificazione. Osservando il progetto di fattibilità tecnica ed economica preliminare 12 degli attuali platani saranno abbattuti: con quale criterio? Sono state effettuate indagini sul loro stato di salute? Dopo l’abbattimento ne resteranno 4 e ne verranno piantate altre 13, definite, secondo progetto, “autoctone”: di quali piante si tratta?».

Di situazione in fase di definizione parla il vicesindaco e assessore ai lavori pubblici Davide Trussoni: «Abbiamo proceduto al taglio dei due platani perché in grave sofferenza e collocati in posizione estremamente pericolosa. Al centro di una corsia di manovra. Il taglio era già previsto all’interno del Piano del Verde. Il progetto di riqualificazione di Prato Bazzi prevede taglio di alberi malati, ma non c’è ancora nessuna indicazione su quanti e quali saranno. Una volta finanziato l’intervento, in vista della progettazione definitiva, faremo fare uno studio a Ersaf per capire quale è la situazione e come muoverci. Nel caso in cui ci siano piante malate o pericolose provvederemo alla loro sostituzione con altre essenze. Quali saranno gli stessi forestali ad indicarcelo. Già il progetto preliminare, comunque, prevede un aumento delle aree verdi nella zona rispetto alla situazione attuale».


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