Due morti al giorno  Saporito: «Siamo  in emergenza»
Ambulanze in colonna all’ingresso dell’ospedale di Sondalo, un’immagine che dà un’idea della pressione in questi giorni sulle strutture sanitarie

Due morti al giorno

Saporito: «Siamo

in emergenza»

Il punto«Situazione più grave di giorno in giorno»

Dal primo novembre ricoverate a Sondalo 221 perAsone

«Siamo in piena emergenza. La situazione si aggrava di giorno in giorno e siamo sempre più vicini ai numeri della prima metà del mese di aprile». Parola di Tommaso Saporito, direttore generale di Asst Valtellina, che torna a manifestare preoccupazione, e forte, per la pressione sul centro Covid Morelli di Sondalo e, va detto, su tutti i Pronto soccorso e le Osservazioni brevi intensive.

Il bollettino

I numeri sono eloquenti. Sono 150 i pazienti ricoverati, a ieri, nel centro Covid, con sei persone morte nei soli, ultimi, due giorni, cinque uomini e una donna, di cui, uno nato negli anni Venti, tre negli anni Trenta, due negli anni Cinquanta. Per un totale di decessi avvenuti dal 1° novembre ad oggi, pari a 24. Due al giorno. Un numero raccapricciante, tanto più considerato che è riferito al solo ospedale Morelli, dopodiché, alla cifra, vanno aggiunti i decessi Covid verificatisi in casa, nelle Rsa (pochi, ad oggi), e negli altri presidi ospedalieri, intervenuti, cioè, prima che potesse essere disposto il trasferimento a Sondalo. Undici, infine, i pazienti in gravi condizioni ricoverati in Terapia intensiva sempre al Morelli.

E ancor più eloquenti i numeri riferiti al solo mese di novembre, cioè a questi primi 13 giorni, in cui sono state ricoverate 221 persone, di cui 116 sono ancora in cura al Morelli, 15 si trovano nell’Osservazione breve intensiva, sempre a Sondalo, e altri sei nell’Obi di Sondrio in attesa di essere trasferiti all’hub Covid sondalino. Che, ieri, ha ospitato anche un paziente Covid proveniente da Como, per il quale, assolutamente, non c’era più posto nè nella Rianimazione del Sant’Anna, nè del Valduce. Anche se, va precisato, la stragrande maggioranza delle persone ricoverate sono valtellinesi e valchiavennasche.

Un’ospedale, il Morelli, che ha subìto un stravolgimento organizzativo, a partire dalla seconda metà di ottobre, finalizzato a creare nuovi reparti Covid oltre all’Infettivologia già presente. Oggi i reparti sono cinque, quattro nel 1° padiglione e uno nel 4°, dove si trovano anche i due moduli della Terapia intensiva e l’Osservazione breve intensiva. E non è tutto, perchè analoga sorte sta per interessare anche l’organizzazione di Sondrio, al solo scopo di «liberare personale medico, infermieristico e socio sanitario da trasferire a Sondalo per rispondere tempestivamente - precisa Tommaso Saporito - alle esigenze che, di ora in ora, emergono».

Anche perchè, l’azienda, è chiamata a fare i conti con carenze di personale endemiche, ma anche sopravvenute, dovute alla positività in cui sono incorsi gli operatori. Sono 78 i dipendenti risultati positivi dal 1° ottobre, di cui 50 donne e 28 uomini, la maggior parte non è ancora rientrata al lavoro. Assenti anche parecchi dipendenti che si trovano in quarantena fiduciaria nelle loro abitazioni quali contatti di persone positive.

Pressante anche l’attività del Laboratorio analisi aziendale che - riferisce Asst - ha processato, fra ottobre e novembre, 9.500 tamponi di cui 1.335 (il 14%) risultati positivi. Di questi, 557 tamponi sono riferiti ai primi 12 giorni di novembre e 52 sono quelli riscontrati tra i 3mila dipendenti.


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