Due arnie distrutte,  l’orso è tornato in Valtellina

Due arnie distrutte,
l’orso è tornato in Valtellina

Il primo colpo è avvenuto qualche notte fa in località La Curta, a 670 metri di altezza a Bianzone, proprio dove già lo scorso anno il plantigrado aveva fatto razzia.

Per fortuna, questa volta, sono solo due le arnie predate delle ventidue presenti nell’apiario. «Purtroppo l’apicoltore aveva in dotazione il recinto che abbiamo messo a disposizione, ma non era funzionante - afferma Maria Ferloni tecnico faunistico della Provincia e referente territoriale per i grandi carnivori -. È un peccato, perché l’orso deve prendere la scossa per capire che lì non può andare. Infatti, visto che si tratta di un animale intelligente, è ritornato nell’area che, già lo scorso anno, aveva frequentato. Al momento non sappiamo dire chi sia l’orso. Abbiamo prelevato dei campioni che saranno analizzati. Dall’esito potremo capire se si tratta di M19, lo stesso del 2018».

Il colpo di Bianzone è il primo del 2019, la Provincia ha ricevuto una precedente segnalazione di tracce sulla neve a 1700 metri nel Comune di Tresivio, ma stavolta l’orso si è spinto più in basso. Non molto lontano dalle prime abitazioni. Ferloni tiene a rassicurare che «l’orso ha colpito a La Curta in un ambiente completamente boscato e, per questo, attraente per l’animale che è schivo e timido. Non c’è alcuna situazione di pericolo per le persone, perché l’orso attacca le arnie per cibarsi e se ne va via subito. Non gira dove ci sono le abitazioni, tant’è che neppure l’anno scorso nessuno lo aveva visto. Se fosse M19, parliamo di un maschio adulto che, nel periodo degli amori cioè fra maggio e giugno, potrebbe tornare in Trentino».

Da parte della Provincia arriva un invito agli apicoltori: «Chi si trova in un’area a rischio ed ha i recinti li utilizzi, chi ha bisogno ci contatti. Abbiamo avvisato gli apicoltori del fatto che l’orso sta girando e abbiamo anche informato il sindaco di Bianzone. Al momento grossi problemi non ce ne sono».


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