Droghe e giovani, progetto al via
A moderare l’incontro di venerdì prossimo sarà lo psichiatra Claudio Marcassoli

Droghe e giovani, progetto al via

Il 25 gennaio incontro pubblico a Sondrio con Marti, Serpelloni e Parolaro, esperti a livello nazionale. Poi sarà attivato un percorso ambizioso: saranno i ragazzi, formati sul tema, a trasmettere gli insegnamenti.

I primi a prendere la parola saranno gli esperti, poi i ragazzi diventeranno protagonisti in prima persona, per trasmettere ai loro coetanei un’informazione corretta su droghe e dipendenze. Parte da un convegno intitolato “Dalla cannabis alle nuove sostanze psicoattive, quale scenario per i nostri giovani?” il percorso legato al protocollo sulle tossicodipendenze siglato nel novembre dell’anno scorso da enti e associazioni del territorio: obiettivo, lavorare insieme sulla prevenzione verso i più giovani, in particolare fra gli studenti.

L’incontro pubblico – presentato ufficialmente giovedì mattina in Prefettura – è in calendario per venerdì 25 gennaio alle 16, nella sala Besta della Banca Popolare di Sondrio: al tavolo dei relatori, Matteo Marti, responsabile del laboratorio di Tossicologia dell’Università di Ferrara, Giovanni Serpelloni, docente universitario in Italia e in Usa e già a capo del Dipartimento politiche antidroga della presidenza del Consiglio dei ministri, e Daniela Parolaro, del laboratorio di Neuropsicofarmacologia dell’Università dell’Insubria. «Sono tre dei maggiori esperti a livello nazionale di tossicologia e dipendenze – ha spiegato ieri Claudio Marcassoli, coordinatore del progetto insieme a Filippo Accomando della Prefettura – e con loro cercheremo di fare il punto in modo scientifico, chiaro e corretto sulle diverse sostanze. Purtroppo circolano molte mistificazioni e sottovalutazioni dei problemi, sia rispetto alla cannabis sia sulle nove sostanze chimiche di sintesi dagli effetti spesso poco conosciuti e che rappresentano un grosso rischio».

In base al protocollo provinciale, poi, verrà attivato un percorso incentrato sulla “peer education”, vale a dire l’insegnamento fra pari: «La parte più difficile e ambiziosa è sempre comunicare efficacemente il sapere scientifico ai ragazzi – ha sottolineato Marcassoli -, la “peer education” è una metodica che ci sembra utile, visto che coinvolge direttamente i giovani. Dei gruppi di ragazzi infatti vengono formati sul tema, con la guida di un esperto, e poi trasmettono queste conoscenze ai loro coetanei. In pratica i giovani diventano educatori dei giovani, superando quella distanza che spesso i ragazzi lamentano rispetto a metodi di informazione più tradizionali».

Il progetto verrà costruito coinvolgendo tutti gli enti e associazioni che hanno sottoscritto il protocollo, individuando alcune scuole che possano sperimentare questi percorsi, ha rimarcato Marcassoli, in collaborazione con l’Ufficio scolastico provinciale.

Fondamentale è fare rete, ha sottolineato Lorella Cecconami , direttore dell’Ats della montagna, perché «la frammentazione assorbe risorse e porta risultati inferiori», e mettere a punto «progetti sostenibili e continuativi nel tempo».

Al centro dell’attenzione saranno gli aspetti culturali, ma non solo: il procuratore della Repubblica di Sondrio Claudio Gittardi ha confermato la disponibilità di magistrati e forze dell’ordine per «illustrare ai ragazzi anche le conseguenze legali» dell’uso delle sostanze.


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