Droga, il provveditore accusa  «Gli adulti sfruttano i ragazzi»
Carabinieri davanti all’istituto Caurga, a Chiavenna

Droga, il provveditore accusa

«Gli adulti sfruttano i ragazzi»

Il dirigente Molinari contro «chi lucra servendosi degli studenti». E sul prof segnalato per il consumo: «Atto profondamente diseducativo».

Che ci sia la giusta punizione per chi, adulto, dello spaccio di stupefacenti tra i giovani ne fa una questione di guadagno. Ma al contempo, che dagli errori (ri)trovino la strada “giusta” gli studenti travolti dalla spirale della droga. Se lo auspica Fabio Molinari, che ieri ha scritto a tutte le scuole superiori statali e paritarie del territorio, richiamando, adulti e studenti, ciascuno alle proprie responsabilità, partendo da un dato imprescindibile: «La scuola deve restare immune da questo vergognoso mercato di morte».

Un intervento, quello del dirigente dell’Ufficio scolastico territoriale di Sondrio (Ust), che arriva dopo i recenti fatti di cronaca, con diverse segnalazioni di studenti assuntori e anche un docente di 33 anni, oltre all’arresto di un ragazzo trovato in possesso di droga (dal Beccaria è stato poi trasferito in comunità), durante i controlli delle forze dell’ordine negli istituti valtellinesi e valchiavennaschi.

Ha scelto il dialogo Molinari con i circa 8milastudenti delle superiori - “Carissimi”, l’affettuoso l’incipit della lettera -, mettendoli però di fronte alla realtà: «Penso che siate tutti a conoscenza di quanto sta emergendo dai controlli, che le forze dell’ordine stanno effettuando, con l’ ausilio dei cani antidroga in alcune scuole» la premessa del dirigente dell’Ust, che non si è detto stupito di quanto è emerso dai controlli.

«É fisiologico che, in un contesto così vasto come è quello della scuola, si possano verificare spiacevoli situazioni, che coinvolgono un numero molto esiguo di studenti» ha detto, senza celare il dispiacere «per i ragazzi, che si sono resi responsabili di atti che hanno determinato un intervento delle forze dell’ordine: tuttavia confido comprendano fino in fondo la gravità delle loro azioni e, con l’aiuto della scuola e di altri soggetti qualificati, possano rientrare pienamente nella comunità sociale ed educativa di riferimento».

Dal canto suo Molinari è convinto «che, in molti casi, chi compie tali atti lo faccia in modo del tutto ingenuo». Senza cioè «comprenderne l’effettiva gravità, semplicemente con l’idea di guadagnare facilmente qualche soldo».

Ma il dirigente dell’Ust non ha fatto sconti ai «veri responsabili, a coloro che si servono di questi ragazzi come strumento di diffusione di stupefacenti all’interno delle nostre scuole: sono adulti, consapevoli di ciò che fanno e mossi dal chiaro intento di lucrare in uno dei modi più indegni possibili, cioè servendosi di giovani studenti».

Altrettanto intransigente Molinari lo è stato nei confronti di chi ha il ruolo di educatore: «Ritengo inoltre profondamente diseducativo, che certi comportamenti vengano messi in atto anche da docenti delle nostre scuole, che evidentemente non hanno ben compreso il loro ruolo a servizio della scuola», ha concluso ringraziando «di cuore le forze dell’ordine per la preziosa collaborazione che stanno offrendo alle scuole, così come i dirigenti che si sono resi disponibili alle attività di controllo».


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