Dovevano correre in Israele  «Ma non ci faranno entrare»
Marta Scherini è appena ritornata da Parigi

Dovevano correre in Israele

«Ma non ci faranno entrare»

La delusione di alcuni amici che volevano fare la maratona

C’è però chi ha viaggiato senza problemi: «Al ritorno un controllo veloce»

C’è chi, suo malgrado, non può partire, vista la chiusura delle frontiere di alcuni Paesi ai turisti italiani; chi, invece, si gode tranquillamente la sua vacanza in giro per l’Europa e chi, infine, in preda a paura e preoccupazione, sceglie di cancellare o disdire la sua prenotazione e quindi di rimanere a casa.

Questa una panoramica dei viaggi nei giorni del Coronavirus con le dinamiche appena descritte che riguardano anche i turisti valtellinesi.

Tra questi, la “palma” di più sfortunati va indubbiamente a Daniele Della Valle e al suo gruppo di amici che, a marzo, avrebbero dovuto godersi qualche giorno di vacanza in Israele e correre (almeno alcuni di loro) la maratona di Gerusalemme.

«No agli italiani»

Tutto cancellato, però, vista la decisione proprio di Israele di impedire agli italiani di entrare nel Paese: «Dovevamo partire in sei - racconta Daniele - il 19 marzo e rimanere lì quattro notti, organizzate con il fai da te. In tre, poi, si erano pure iscritti alla maratona di Gerusalemme e invece niente, non possiamo partire».

Unica consolazione, se si può definire tale, il fatto di vedersi rimborsate tutte le spese di viaggio.

«Fortunatamente - prosegue Daniele - non ci dovremmo perdere nulla: per l’hotel abbiamo la cancellazione gratuita, le guide le conoscevamo già e abbiamo disdetto entrambe senza costi e il volo, che in teoria sarà cancellato, dovrebbero rimborsarcelo. Insomma, se tutto va bene, zero spese, ma tanto fastidio per non poter partire».

Più fortunate, invece, due giovani valtellinesi che, nei giorni scorsi, sono partite regolarmente per visitare due bellissime capitali europee, Parigi e Copenhagen: «All’andata - racconta Marta Scherini dopo la sua visita alla Ville Lumiere - nessun problema e soprattutto, cosa che non mi aspettavo, nessun controllo. Al ritorno in Italia mi hanno controllato la febbre: tutto molto veloce e “svogliato” nel senso che chi ci ha fatto i controlli quasi non guardava».

Gli effetti della psicosi da Coronavirus, anche se non hanno fermato Marta, però, sono stati evidenti in aeroporto: «È stato assurdo - spiega infatti la giovane sondriese - vedere Malpensa vuota, non c’era una valigia da ritirare e il mio aereo è stato cambiato con uno più piccolo, che poi è rimasto pure mezzo vuoto, perché un sacco di gente aveva disdetto la sua parenza».

«Nulla a Copenaghen»

Un’esperienza simile è stata quella vissuta da Francesca che ha invece scelto la Danimarca per la sua gita fuori porta: «A Copenhagen non ci hanno fatto alcun tipo di controllo; - sottolinea la ragazza valtellinese - al ritorno, a Malpensa, ci hanno semplicemente provato la febbre con un laser, velocissimi. Ci hanno accolto con le tute e le mascherine, ma è stata una cosa brevissima: prima di uscire ci hanno misurato la febbre, semplicemente questo».

Non tutti, però, partono tranquillamente dalla Valtellina: alcuni hanno scelto di cancellare il loro viaggio per paura del Coronavirus e di un eventuale contagio.

«Ci sono state cancellazioni - rivelano infatti all’agenzia di viaggi Sinferie di Sondrio - di viaggi per Londra o Dubai, ma anche verso la Liguria e alcuni chiedono anche per partenze che sono distanti alcune settimane. Vogliamo, però, confermare una volta di più, come si possa viaggiare e partire tranquillamente verso tutte le destinazioni nelle quali non ci siano, attualmente, restrizioni per i turisti italiani».


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