Dove c’è la ripresa?  Lo dicono i dati  sulla raccolta rifiuti
I contenitori per guanti e mascherine

Dove c’è la ripresa?

Lo dicono i dati

sulla raccolta rifiuti

In tre mesi raccolta a picco rispetto al 2019 In maggio una ripresa che varia da località a località

Sondrio

Una diminuzione media della produzione complessiva in provincia di poco superiore all’11,6% nel trimestre da marzo a maggio rispetto al 2019, con un tonfo clamoroso ad aprile (-24%) e un tentativo di stabilizzazione a maggio (-2%) nella speranza che il liberi tutti di giugno risollevi un po’ le sorti di un’estate che affida ai villeggianti la sua salvezza.

Polso della situazione, soprattutto in chiave turistica per quanto riguarda il territorio di Valtellina e Valchiavenna, il settore della produzione e della raccolta dei rifiuti - rsu e indifferenziati insieme - che subisce perdite rilevanti per la gestione degli scarti industriali e urbani fotografa perfettamente il blocco prima e il tentativo di ripartenza ora del sistema economico provinciale.

L’assioma, semplice, è sempre lo stesso: meno consumi, meno rifiuti ovvero meno presenze meno pattume. E i dati forniti da Secam, la società interamente pubblica che si occupa della gestione dei rifiuti oltre che del ciclo integrato delle acque per le realtà municipali della Valle, raccontano proprio questo.

Un quadro di cui Gildo De Gianni, l’amministratore delegato della società commentando il -9% della produzione totale dei rifiuti - rsu e differenziati - a marzo, era stato facile profeta. «A marzo ci sono stati una domenica e un altro week end ancora di apertura, anche degli impianti di risalita, con conseguente presenza di turisti - aveva detto -, temo che aprile mostri una situazione più delicata». E così è stato.

Pasqua annullata

Nel mese in cui si sarebbe dovuta festeggiare la Pasqua nelle località di villeggiatura, magari sugli sci approfittando dell’ultima neve di stagione, il calo della produzione dei rifiuti mostra un vero e proprio tonfo e lo fa dove i turisti, volenti o nolenti, non sono potuti arrivare e con loro neppure i proprietari delle seconde case costretti a rimanere ancora nei propri luoghi di residenza.

Ad aprile il dato provinciale dice -24% che corrisponde a 806mila kg in meno rispetto al 2019, ma solo a Livigno, reduce già da un meno 50% a marzo, la percentuale è di meno 72, la peggiore in tutta la Valle. E non è consolatorio per il piccolo Tibet sapere che Valfurva ha fatto -51%, Madesimo -46% e Bormio -35%. E che il mese di aprile non è andato meglio ad Aprica (-33%) piuttosto che in Valmalenco (-31%).

Segno meno anche nei capoluoghi di mandamento dove a pesare è stata la chiusura forzata delle attività commerciali e degli uffici: -15% a Sondrio, -14% a Morbegno, -20% a Tirano dove anche a maggio ha continuato a pesare il fermo, per gli italiani, del trenino rosso, la maggiore attrazione turistica della città.


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