Dosi a domicilio  ai pazienti fragili  Partiti, finalmente
Vaccinazione a domicilio: occorre predisporre, oltre al vaccino, anche tutta la documentazione sul consenso (Foto by archivio)

Dosi a domicilio

ai pazienti fragili

Partiti, finalmente

Vaccinazioni. Ieri le prime somministrazioni. Dieci dosi Moderna vanno completate entro sei ore

E’ toccato a Futura Limongelli, medico di medicina generale ad Ardenno, avviare la campagna vaccinale delle persone fragili, sia over sia under 80, a domicilio. Quella destinata a 1.200 persone in totale, impossibilitate a raggiungere i centri vaccinali allestiti sul territorio, vuoi perché allettate, vuoi perché con problemi di deambulazione o di salute generale tali da non permettere loro lo spostamento.

«E’ andato tutto bene, sono molto soddisfatta - ci ha assicurato poco dopo le 13 di ieri, quando l’abbiamo trovata al telefono, subito dopo aver terminato il suo giro al domicilio dei pazienti -. Avevo 11 pazienti fragili da vaccinare al loro domicilio e li ho fatti tutti fra le 8.30 e le 13. Con me, provvidenziale, la presenza di Federico Salini, infermiere messomi a disposizione da Asst, che, professionale e sollecito, mi ha aiutata anche nel portare appresso tutto il materiale».

«Perché - spiega - non si tratta solo di trasportare i vaccini in borsa termica, già suddivisi, in ambulatorio, in dosi e in siringhe pre-riempite, ma anche di portarsi appresso tutta la modulistica e, soprattutto, un pesante zaino contenente tutto l’occorrente per intervenire in caso di malore. Per cui è una dotazione abbastanza impegnativa, e, per me, la presenza dell’infermiere si è rivelata molto utile».

In totale, 25 i minuti dedicati, in media, a ciascun paziente vaccinato a domicilio, «fermo restando che, ove possibile - dice Limongelli -, parte della modulistica l’ho inviata prima, via mail, ai famigliari dei pazienti, perché la precompilassero, e dove questo non era possibile, l’ho fatto in parte io stessa. E, una volta terminate le prime dieci dosi, estratte da una fiala di Moderna, abbiamo dovuto tornare in ambulatorio per preparare le altre dieci da una seconda fiala, una per me e nove per il collega Andrea Redaelli, che, nel pomeriggio ha fatto i suoi nove pazienti a domicilio fra Ardenno e Buglio».

Il problema è che occorre stare nei tempi, perché una fiala di Moderna, una volta aperta, dà dieci dosi che hanno sei ore di validità. Di cui il test su 60 pazienti avviato, per questa settimana, da Ats della Montagna ed Asst Valtellina e Alto Lario, e che coinvolge oltre ai medici di Ardenno e Buglio, anche Paolo Ronconi e Raniero Ambiel, di Morbegno, e Marco Donnini, di Tirano.

«Vorrei precisare, però - dice Paolo Ronconi, referente del distretto Morbegno 2 della Medicina territoriale -, che non saremo solo noi ad effettuare le vaccinazioni a domicilio. La stragrande maggioranza dei medici sono a disposizione, ci mancherebbe. Come facciamo l’antinfluenzale ai nostri pazienti a domicilio, se allettati o fragili, facciamo anche l’anti Covid. Solo che la faccenda è più delicata e complessa, ed Ats, giustamente, voleva fare un test di prova prima di dare il via generalizzato alla campagna».

Ronconi e Ambiel vaccineranno 10 pazienti ciascuno, domani, mentre Marco Donnini, a Tirano, ne ha vaccinati 10 ieri e altrettanti ne vaccinerà domani.


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