«Dopo l’urto era  cosciente  Poi mi è morto tra le braccia»
Sebastian con il padre Massimo in un momento di pausa durante una gara

«Dopo l’urto era cosciente

Poi mi è morto tra le braccia»

Papà Massimo tra le lacrime racconta i tragici istanti dell’incidente costato la vista al figlio Sebastian di 17 anni. «Il motocross era la sua vita, la sua passione e noi lo abbiamo sempre assecondato»

«Mi è morto tra le braccia. Il suo petto ha avuto un impatto assurdo contro l’albero, ma quando l’ho soccorso era vivo, era cosciente. mi ha chiesto di chiamare l’ambulanza. Poi ha perso conoscenza, ho tentato di fare la respirazione bocca a bocca, di rianimarlo, e anche i soccorritori, ma non c’è stato niente da fare».

Sono le parole di Massimo Fortini, il papà di Sebastian, 17 anni, morto sotto i suoi occhi l’altro pomeriggio a Traona. Papà che era il primo tifoso di Seba, lo accompagnava non solo alle gare, anche agli allenamenti, quando poteva. «Il motocross era la sua vita - aggiunge tra le lacrime il papà - e noi, sia io che sua mamma e i suoi fratelli Nicole e Kristian, lo assecondavamo in questa sua passione. Era il mio bambino, e mi è morto tra le braccia mentre faceva ciò che più amava».

La straziante tragedia giovedì pomeriggio a Traona, in riva all’Adda. Sebastian, giovane promessa nazionale del motocross, ha perso la vita mentre si allenava in sella alla sua moto Honda Crf 250 lungo una pista sterrata non autorizzata (ma spesso scelta da questo tipo d sportivi per allenarsi) a Traona.

Sulla tragedia è stata aperta un’inchiesta, condotta dai carabinieri della Compagnia di Chiavenna, e in particolare dei militari di Traona, per fare piena luce sulla tragedia. Il giovane gareggiava con il Jrt Mx Team di Calco e l’anno prossimo avrebbe dovuto partecipare ai campionati italiani.

Ma le domande che ora gli inquirenti si stanno facendo riguardano sia la moto, per capire se abbia avuto qualche guasto o si sia trattato di un terribile errore umano. L’altro aspetto riguarda la pista su cui il giovane si stava allenando, un tracciato non autorizzato a quell’uso, in un’area demaniale. Un’area frequentata spesso dai crossisti, ma non certo sicura come un circuito vero.


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