Dopo le proteste torna il postino a Delebio
Con una nota ufficiale Poste Italiane ha voluto rassicurare i residenti dopo le proteste dei giorni scorsi

Dopo le proteste torna il postino a Delebio

Intanto anche a Mello, segnala il sindaco Bonetti, la posta arriva a singhiozzo o con gravi ritardi.

La panda del postino è tornata a circolare regolarmente a Delebio e qualcosa comincia ad arrivare nelle cassette delle lettere di famiglie ed aziende. E con una nota ufficiale Poste Italiane desidera rassicurare i residenti dopo le proteste dei giorni scorsi.

«Dal monitoraggio avviato è emerso che qualche difficoltà nell’attività di distribuzione della corrispondenza è scaturita dall’improvvisa assenza del portalettere titolare. Il personale applicato in sostituzione ha garantito lo svolgimento delle attività di recapito sebbene con qualche rallentamento dovuto alla non perfetta conoscenza del territorio. Al fine di risolvere prontamente qualsiasi possibile criticità sono stati organizzati turni di consegna straordinari per consentire l’azzeramento delle giacenze residue. Oggi - prosegue la nota - è rientrata in servizio la portalettere titolare, che con la consueta professionalità e attenzione ha svolto le attività di distribuzione di lettere e pacchi nel territorio comunale». Ci vorrà sicuramente un po’ di tempo per smaltire tutti gli arretrati, ci sono utenti che non ricevevano corrispondenza da un mese, ma le proteste e le lagnanze, arrivate all’ufficio postale e anche allo sportello reclami hanno senz’altro contribuito a sbloccare la situazione.

Intanto anche a Mello, segnala il sindaco Fabrizio Bonetti, la posta arriva a singhiozzo o con gravi ritardi. «Ce ne siamo accorti quando sono state recapitate le bollette della Secam - avverte - molti cittadini sono passati in Comune preoccupati perché le bollette erano già scadute, anche in municipio abbiamo registrato tempistiche che hanno provocato disagi». Insomma, il quadro provinciale, sul fronte dei disservizi postali, traccia una realtà a macchia di leopardo e a soffrire maggiormente sono i piccoli Comuni dove i tagli hanno inciso maggiormente sulle aspettative degli utenti, i tanti ancora che non sono passati alla posta elettronica.


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