Dopo la frana a Bondo  Si vota per la ricostruzione  Speranze per il lavoro
La presentazione del progetto con Anna Giacometti e Mario Cavigelli

Dopo la frana a Bondo

Si vota per la ricostruzione

Speranze per il lavoro

Bregaglia. I cittadini sono chiamati a esprimersi su un progetto da 42 milioni di franchi svizzeri. Il sindaco Giovanoli: «Un’opera fondamentale»

Sulla portata delle opere non ci sono dubbi. Per l’amministrazione comunale di Bregaglia, quello della ricostruzione di Bondo è senza dubbio «il progetto del secolo». Sia per il costo, ben 42 milioni di franchi, pari a circa 39 milioni di euro, sia per l’impatto che avrà sulla zona devastata dalle colate detritiche dopo la tragica frana del Pizzo Cengalo del 2017. Un’area che non solo sarà rimodellata con l’obiettivo di evitare tracimazioni in caso di nuove colate detritiche, ma sarà anche abbellita.

Opera idraulica

A circa cinque chilometri dalla dogana di Villa di Chiavenna, strade, ponti, argini e percorsi pedonali saranno completamente rifatti. Ma per portare avanti l’iter serve il supporto della popolazione - il bello della democrazia diretta elvetica - e domenica 31 gennaio i cittadini potranno approvare il finanziamento. Alla base di questa situazione c’è l’impossibilità di svolgere le assemblee comunali, alle quali solitamente possono partecipare, per votare, tutti i 1.200 cittadini.

Le critiche, soprattutto nelle ultime settimane, non sono mancate, in particolare per l’impatto che - a detta di alcuni cittadini - le opere potrebbero avere sul patrimonio culturale e ambientale e per questioni di sicurezza. Ma sono arrivati anche pareri positivi, a cominciare da quello dell’associazione Pro Bondo. «Questo progetto di ingegneria idraulica è importante per la protezione degli abitati e delle strade - premette il sindaco Fernando Giovanoli -. Certamente avremo un rialzamento della strada e dei cambiamenti, ma è anche vero che lasciare tutto come adesso non sarebbe la soluzione ideale».

La sicurezza, ribadisce Giovanoli, è al centro dell’attenzione. «Saranno rifatti i percorsi pedonali, la fermata dell’AutoPostale e vari altri elementi proprio con questa finalità. Secondo noi si tratta di punti a favore. Chiaramente non si può fare un intervento del genere senza avere un impatto. Grazie al concorso di idee e al contributo di professionisti validi non ci sembra di avere tralasciato aspetti importanti». Giovanoli sottolinea che è fondamentale evitare di perdere tempo. «Vogliamo che questo credito venga concesso, in modo da partire a settembre con i lavori e concluderli nel 2025».

Una rinascita

Remo Capadrutt, municipale (carica che può essere paragonata a quella degli assessori italiani), è in prima linea su questo argomento sin dal 2017 e alle successive elezioni comunali è sempre stato il più votato dalla popolazione. «Bondo 2 è importante per ricostruire quello che è stato portato via dalle colate detritiche - spiega il responsabile del dicastero Foreste, pompieri e polizia del Comune di Bregaglia -. Poi dobbiamo ricordare che il Pizzo Cengalo non è ancora stabile e che in Val Bondasca c’è una grande quantità di materiale che potrebbe scendere a valle. Con questi interventi si vuole garantire sicurezza alla popolazione che vive a Bondo, Spino, Sottoponte e Promontogno. Ancora oggi quando ci sono forti temporali gli abitanti dei villaggi hanno paura. Con questi interventi si può tornare ad abitare con fiducia e tranquillità in questi paesi».

Domenica toccherà ai cittadini, che da alcune settimane hanno iniziato - in molti casi - a inviare le schede per posta. Dal loro parere dipenderà il futuro della zona e in parte dell’economia locale. Perché Bondo 2 darebbe lavoro, non lo si può dimenticare, a molte persone.


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