Dopo il sì al piano, Secam guarda avanti  «Nuove sfide da affrontare insieme»
Massimo De Buglio, presidente del Cda di Secam (Foto by foto gianatti)

Dopo il sì al piano, Secam guarda avanti

«Nuove sfide da affrontare insieme»

Il presidente del Cda, Massimo De Buglio, fa il punto all’indomani dell’assemblea. «I soci hanno capito la situazione. Da qui in avanti attenzione su business e gestione».

L’ampio consenso al piano industriale da parte dei sindaci, mai così numerosi all’assemblea di Secam, la società interamente pubblica che gestisce rifiuti e acqua per i Comuni di Valtellina e Valchiavenna, è il miglior viatico per guardare alle sfide future che attendono la società, ma anche il suo territorio, a partire dalle Olimpiadi del 2026.

È uno sguardo determinato sul domani quello di Massimo De Buglio, il presidente del consiglio di amministrazione di Secam approdato al tavolo su indicazione del socio di maggioranza, il Comune di Sondrio, nel momento finanziario più delicato che la società abbia vissuto. «In questi cinque mesi - ricorda De Buglio all’indomani della maratona di lunedì a palazzo Muzio - il cda ha dovuto affrontare una situazione finanziaria piuttosto difficile con criticità per molti versi inaspettate. Per rafforzare la tenuta finanziaria nel medio-lungo termine e ricondurre il debito alla redditività attesa, è stato necessario rivedere il vecchio piano. Abbiamo avuto un dialogo molto positivo con le banche che, a partire dai due istituti locali, sono venute incontro alle esigenze della società allungando la rateizzazione dei mutui».

Un passo importante, ma non un punto di arrivo per la tranquillità delle casse. «Abbiamo dovuto prendere atto che l’accordo con il sistema bancario non era sufficiente - ancora De Buglio - e quindi, nel quadro della Convenzione di affidamento del servizio idrico, abbiamo studiato questa rimodulazione dei rimborsi dei mutui ai Comuni». La proposta cioè che è stata sottoposta ai sindaci lunedì e che prevede che i Comuni incassino il 40% del dovuto tra il 2020 e il 2025 e la restante parte dal 2026 al 2030. Un piano che, dopo essere stato sottoposto all’analisi di ragionevolezza e sostenibilità finanziaria da parte della Ernst & Young, ha raccolto il favore pressoché totale degli azionisti (un solo voto contrario e un’astensione). «I soci - commenta De Buglio - hanno capito e hanno dato il loro ampio consenso all’operazione. Con questo piano si gettano le basi per il miglioramento delle prospettive e si dà supporto alla sostenibilità finanziaria della società. Da qui in poi il futuro è da conquistare e richiede determinazione, visione e apertura, anche nell’affinamento del piano e delle azioni conseguenti in uno scenario macroeconomico non semplice».

Non solo. Se, finora, il cda presieduto da De Buglio ha dovuto concentrare gli sforzi quasi esclusivamente sulla questione finanziaria, da oggi Secam può cominciare ad occuparsi anche di altri aspetti legati al business e alla gestione.

«C’è spazio per innestare nel processo di realizzazione del piano nuove iniziative industriali sottolinea De Buglio - che potranno essere finalizzate anche ad un ulteriore efficientamento nell’ottica di contenere eventuali aumenti tariffari a vantaggio dei nostri cittadini. E poi ci sono le sfide che il territorio deve affrontare, a partire dalle Olimpiadi del 2026, in una logica di sistema che coinvolge tutti». E per le quali Secam ora si dice pronta, grazie anche a quel rapporto di ritrovata coesione che ha cominciato ad esplicitarsi lunedì nel corso dell’assemblea con una foltissima partecipazione e tanti interventi da parte dei sindaci, anche di natura critica, ma comunque costruttivi. «È importante che questo rapporto si consolidi e che si riesca a valorizzare il contributo di tutti i soci. Soltanto avendo una visione condivisa di questo importante progetto imprenditoriale comune sarà possibile affrontare le importanti sfide che ci attendono».


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