Donne maltrattate, allarme in Valle
Arma dei carabinieri e associazione Soroptimist fianco a fianco in una battaglia che è soprattutto culturale (Foto by foto Gianatti)

Donne maltrattate, allarme in Valle

Carabinieri in prima fila per combattere un fenomeno che in provincia ha fatto 119 vittime in un anno. L’appello del maresciallo Armanini: «Tutte le persone che si sono rivolte a noi hanno risolto il loro problema».

Lo hanno ricordato chiaramente lo scorso 25 novembre il presidente della Repubblica Sergio Mattarella e la presidente della Camera Laura Boldrini: la violenza contro le donne non è un semplice fatto privato, ma va considerata a tutti gli effetti una violazione dei diritti umani.

In occasione della giornata contro la violenza di genere, le due più alte cariche dello Stato hanno voluto ribadire il principio espresso a chiare lettere nella convenzione di Instanbul del Consiglio d’Europa sulla prevenzione e sulla lotta contro la violenza nei confronti delle donne e contro la violenza domestica.

La convenzione, sottoscritta dall’Italia il 27 settembre 2012, ha dato ulteriore forza a un’iniziativa che l’Arma dei carabinieri aveva intrapreso già nel 2009: il contrasto a ogni forma di violenza o di sopruso in ambito domestico e contro le donne. Problemi lontani da una provincia tranquilla come la nostra? Mica tanto. Lo dicono i dati diffusi dai carabinieri ieri mattina e riferiti al 2017: in dodici mesi in Valtellina e Valchiavenna si sono registrati 119 di casi, con 16 episodi di violenza sessuale, 8 dei quali ai danni di minori. Non pochi neanche i reati di stalking riscontrati: 24, uno ogni 15 giorni. C’è stato anche un caso di denuncia per detenzione di materiale pedopornografico.

Sono 21 le vittime ascoltate nell’ufficio deputato a questo tipo di abusi, chiamato non a caso “Una stanza tutta per sé” e gestito dal maresciallo Marcello Armanini. «Tante persone hanno avuto fiducia nell’Arma e l’85 per cento dei casi che abbiamo esaminato hanno portato al rinvio a giudizio dell’accusato» spiega il maresciallo. Che poi aggiunge un’informazione ancora più importante: «Tutte le vittime che si sono rivolte a noi, dopo il nostro intervento, hanno risolto il loro problema e hanno potuto finalmente stare tranquille».

«Gli studi che sono stati fatti su questo tema hanno dimostrato che, tra l’altro, c’è una stretta correlazione tra i diritti delle donne e lo sviluppo socio economico» ha dichiarato invece il maggiore Rocco Taurasi, capo del Reparto operativo dei carabinieri della provincia ed esperto a livello nazionale in materia di violenza di genere, dall’alto delle sue due lauree, dell’abilitazione alla professione di avvocato e soprattutto degli studi e dei corsi di specializzazione che ha portato a termine sul tema.

Il maggiore ha anche ricordato, a dimostrazione dell’attenzione dei carabinieri sulla piaga della violenza ai danni delle donne, che è stata istituita un’apposita sezione all’interno del Racis (Raggruppanento carabinieri investigazioni scientifiche) denominata “atti persecutori”.

Non solo, ma è stata creata una rete nazionale di monitoraggio. A Velletri c’è anche un centro per la formazione di personale specializzato per questo genere di casi. «Una donna non si sente mai pronta per la denuncia. Per questo noi dobbiamo essere assolutamente credibili - spiega il maresciallo Armanini -. Però è la vittima a dover prendere la decisione di contattarci. Tutti i casi, anche quelli meno gravi, vengono trattati con urgenza dalla Procura e l’aiuto alla vittima è immediato».


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