Donna uccisa nel parco, il pm: «Caso da archiviare»
L’assassino era stato ripreso dalle telecamere, ma le immagini sono molto sfocate

Donna uccisa nel parco, il pm: «Caso da archiviare»

Gli inquirenti non hanno trovato l’assassino di Marilena Negri: originaria di Aprica fu accoltellata a Milano mentre portava a spasso il cane.

Caso irrisolto e, purtroppo, tanta amarezza fra chi voleva bene a Marilena Negri, la donna di 67 anni originaria di Aprica ma residente da anni a Milano, uccisa con una coltellata al collo all’interno del parco Villa Litta di Milano, la mattina del 23 novembre 2017.

I tre figli della donna, che era vedova, e i parenti con ogni probabilità non sapranno mai chi ha tolto la vita a Marilena, uscita presto di casa quel giorno per portare a passeggio la cagnolina, una beagle che è stata trovata vicina alla sua padrona, legata a un palo.

Caso da archiviare. Lo ha chiesto il pubblico ministero, Donata Costa, che ha coordinato le indagini dal giorno del delitto che resta classificato come omicidio a scopo di rapina. Le indagini sono proseguite ininterrottamente per due anni, ma niente è emerso e l’unico indagato, un ucraino di 30 anni, è stato scagionato ormai mesi fa. Una fonte aveva affermato di aver visto l’uomo in un negozio di “compro oro” mentre vendeva la catenina che la donna indossava sempre. Pareva che l’ucraino – clandestino – spesso circolasse nel parco di Villa Litta e che, per di più, fosse stato visto girare nell’area il giorno in cui la donna di origine valtellinese era stata uccisa. Pertanto gli inquirenti si erano concentrati su di lui, lo avevano pedinato e intercettato. Nell’abitazione, però, non erano stati trovati abiti nemmeno simili a quelli che indossava il killer - immortalato dalle telecamere - ovvero un giubbotto impermeabile blu e verde col cappuccio e un paio di pantaloni neri. Visto che, però, erano state rilevate due diverse tracce di Dna sul collo e sulla borsetta della vittima, gli uomini della squadra mobile avevano confrontato il Dna trovato sul corpo della vittima con quello dell’indagato e i risultati lo avevano scagionato.

Qualche mese dopo, la catenina in questione era stata trovata dai figli della signora Negri in un cassetto della sua camera da letto. Quindi è ripartito tutto da capo, ma nessun elemento è trapelato ad aiutare le indagini che, a questo punto, si sono fermate e il caso archiviato.

L’autopsia sulla Negri aveva decretato che l’assassino aveva colpito una sola volta e di punta la carotide. I filmati del sistema di videosorveglianza avevano ripreso l’uomo incappucciato un centinaio di metri prima di entrare al parco dal lato di via Cialdini, all’interno e all’uscita. L’unica nota caratteristica era l’andatura apparentemente instabile, forse per un problema alla gamba o all’anca.

Marilena Negri era la cognata di Carla Cioccarelli, ex sindaco di Aprica ed ex presidente del Bim e sorella di Marco Negri, storico maestro delle scuole primarie di Aprica e stimato ex presidente della sezione del Cai. La notizia della sua morte aveva scosso la località e sollevato indignazione. Seppure vivesse a Milano Marilena era molto legata alla sua terra d’origine, come pure i suoi figli. Ora l’ultima parola spetta al giudice delle indagini preliminari che dovrà decidere se accogliere la richiesta di archiviazione del pm.


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