Mercoledì 09 Ottobre 2013

Donati gli organi

della piccola Giulia

Giulia Praolini, la bimba di Piatta morta di meningiteIl cordoglio del paese era tangibile anche sugli annunci
(Foto by Fotolab)

Gli occhi azzurro-verdi di Giulia Praolini torneranno a far vedere altri bambini. Occhi vispi, pieni di vitalità, che rappresentano il grande gesto di generosità compiuto da mamma Nadia e papà Aurelio che, in un momento di estremo dolore, hanno deciso di donare gli organi della loro piccola.

Occhi, reni e fegato, ieri, hanno reso felici alcuni bambini ed i loro genitori. Non hanno avuto dubbi: hanno pensato a quelle mamme e a quei papà che, magari da tempo, stanno aspettando un organo per salvare o migliorare la qualità della vita dei loro figli. E la bontà di Giulia, come in vita, si è manifestata anche dopo la sua morte. Una “piccola – grande” donna, nonostante i suoi soli otto anni e mezzo d’età, che appena finito di mangiare andava a fare una passeggiata con la sorellina Sara di venti mesi per farla addormentare che, come ha ricordato ieri la suora del paese, andava “quasi di nascosto” in chiesa a recitare il rosario, che si faceva voler bene dai suoi coetanei ma anche dagli anziani come hanno scoperto con sorpresa i genitori.

La Giulia che saltava qua e là come un grillo, che amava mettersi il gel sui capelli per farsi “la cresta”, la Giulia alla quale piaceva scherzare da ieri rivive in altri bambini.

«Siamo contenti - hanno raccontato i genitori profondamente addolorati - di aver fatto questa scelta.È l’unica consolazione: poter alleviare il dolore di altri». Una grande forza e anche una grande fede, quella di Nadia ed Aurelio, quella fede che hanno citato anche nel manifesto funebre, quella dalla quale dovranno trarre vigore per poter guardare al futuro. Del loro gesto, ieri in paese, parlavano tutti: qualcuno, trapiantato che ha sofferto molto, ha “bussato” alla porta di Giulia per ringraziare i suoi genitori del gesto compiuto; i compagni di classe e la scuola stanno raccogliendo fondi per sostenere la donazione come pure altre associazioni di volontariato.

E Giulia, angelo volato in cielo troppo presto, sarà già mano nella mano con il suo nonno Piero, felice per quanto ha potuto donare. «Vogliamo dire grazie - hanno detto Nadia e Aurelio - al personale dell’ospedale di Sondrio e a quello del Papa Giovanni XXIII di Bergamo per come si sono presi cura della nostra Giulia. Lo hanno fatto con cuore, si sono prodigati con amore. Il nostro grazie va anche a quanti, in questi giorni, ci sono e ci saranno vicini: tantissime le dimostrazioni di affetto e di vicinanza che abbiamo ricevuto: grazie a tutti».

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