Dona 35mila euro agli operatori della Rsa  «Un gesto che ci ripaga di tanti sacrifici»
La casa di riposo di Villa di Tirano

Dona 35mila euro agli operatori della Rsa

«Un gesto che ci ripaga di tanti sacrifici»

Villa di Tirano. Un anonimo benefattore ha regalato 500 euro a ciascun dipendente

«Mi piace molto l’idea che questo gesto generoso possa essere considerato una sorta di riscatto per tutti quanti lavorano nelle case di riposo». Così l’educatrice della residenza sanitaria per anziani della Fondazione Bongioni Lambertenghi di Villa di Tirano Simona Sartorio, definisce l’inaspetttata quanto gradita donazione che i settanta dipendenti della Rsa hanno trovato in banca: un versamento di 500 euro per ciascuno da parte di un anonimo.

In tutto 35mila euro regalati per ringraziare gli operatori per il loro lavoro. E alcuni di questi operatori ne hanno già donata, a loro volta, una parte in beneficenza, creando un circolo virtuoso di generosità.

«L’immagine che, soprattutto nella prima fase del contagio, ha caratterizzato chi lavorava nelle Rsa era quella di quasi assassini, a differenza degli operatori ospedalieri considerati eroi - commenta Sertorio -. Visto che tanti focolai partivano dalle Rsa e tanti anziani sono morti, paradossalmente non ci si è messi nei panni di chi ha fatto tutto il possibile per gli anziani e, quasi quasi, si è addossata agli operatori la responsabilità di chi era morto. Ora questo gesto è come se ribaltasse la situazione. È stato come un riscatto per quanti lavorano nelle case per anziani che, finalmente, sono stati visti e riconosciuti. Per mesi abbiamo vissuto nella paura di contagiare gli anziani nelle case di riposo e poi di portare a casa il virus».

Sertorio prova anche a motivare il gesto dell’anonimo: «Abbiamo immaginato che sia nato dall’iniziativa promossa prima di Natale in accordo con il sindaco e il parroco - spiega Sertorio -. Abbiamo reso nota una lettera in cui chiedevamo vicinanza alla comunità, una carezza simbolica per noi dipendenti. C’è stata una meravigliosa risposta da parte della cittadinanza, perché sono arrivati tanti biglietti augurali (in alcuni c’erano anche delle donazioni, nda) con cui è stato decorato l’albero di Natale. Forse questa proposta ha scosso gli animi delle persone e qualcuno ha pensato di fare un gesto così grande e generoso dando dei soldi non alla Fondazione, ma a ciascun dipendente».

E pare che qualcuno abbia deciso di donare una parte in beneficenza. «Mi sembra bellissimo che la gentilezza diventi contagiosa, che si riceva un gesto gratuito e che, a propria volta, lo si faccia per un altro – sempre Sertorio -. La motivazione degli operatori di rsa nasce dentro di noi, ma viene nutrita anche dal riconoscimento esterno. Adesso è come se, agli occhi della cittadinanza, dovessimo onorare questa donazione impegnandoci ancora di più».


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