Don Mirco rientra dagli Usa   «Voglio camminare con voi»
Don Mirco Sosio con i sacerdoti concelebranti e i chierichetti (Foto by foto gianatti)

Don Mirco rientra dagli Usa

«Voglio camminare con voi»

Il nuovo collaboratore delle parrocchie, 33 anni, di Semogo si è presentato ai fedeli

«Eccomi, sono qui, pronto a iniziare a camminare insieme a voi». Così, all’inizio della sua omelia, don Mirco Sosio, nuovo collaboratore della Comunità pastorale delle parrocchie cittadine, ha scelto ieri di presentarsi nel corso della messa di inizio del suo mandato pastorale.

Emozione

A fare festa con lui, oltre a tanti sondriesi desiderosi di conoscere il nuovo sacerdote, anche numerosi parenti e parrocchiani giunti apposta per l’occasione da Semogo, assieme al parroco don Giacomo Santelli, che ha concelebrato con l’arciprete don Christian Bricola e monsignor Valerio Modenesi. Ad animare la funzione la corale “Nicolò Rusca”, diretta da Giuseppe Trabucchi e accompagnata all’organo da Michele Melazzini.

Proprio al suo paese d’origine don Mirco – nato a Sondalo 36 anni fa – ha rivolto un pensiero grato. «A Semogo sono cresciuto e ho imparato la semplicità della vita e i valori cristiani, proprio quelli che a poco a poco mi hanno portato ad aprire il cuore alla vocazione».

E per seguire il Signore don Mirco nel 2005 lasciò l’Alta Valle per trasferirsi a Roma, attratto dal carisma della comunità degli Apostoli della Vita interiore, realtà religiosa di cui ora rimane solo il ramo femminile. «Qui ho studiato filosofia e teologia – ha spiegato il nuovo sacerdote – ma soprattutto ho capito cosa significhi che la Chiesa è universale».

È storia recente, invece, la tappa americana che lo ha visto coinvolto negli ultimi sette anni. «Mi sono messo al servizio di diversi campus universitari in Kansas e sono stato padre spirituale del seminario di Saint Louis, nello stato del Missouri». Un’esperienza «forte – nelle parole di don Mirco – che mi ha fatto conoscere una Chiesa più giovane rispetto a quella europea, ma anche una minoranza, visto l’alto numero di fedeli protestanti».

E ora il ritorno in Valle. «Sono ritornato tra la mia gente, sono più vicino a casa – ha aggiunto –. Certo, in questi sette anni negli Stati Uniti un po’ la cadenza semoghina è andata via. Ma chissà, magari in questi anni mi tornerà un po’ la parlata valtellinese».

Con la consapevolezza «che porto con me una ricchezza di una formazione molto diversa, ma che voglio mettere al servizio di Sondrio», don Mirco ha poi proseguito l’omelia, soffermandosi sulle letture domenicali. «Isaia ci parla del coraggio della fede fino al martirio, di cui abbiamo una chiara testimonianza nel nostro beato Nicolò Rusca: tra l’altro, sono arrivato a Sondrio proprio il 4 settembre, quando si celebra la sua memoria liturgica». Ancora, «nella seconda lettura san Giacomo ci esorta a tenere insieme la fede e le opere: è un monito molto forte, che ci dice che non si può essere cristiani solo sulla carta».


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