Divieto dei “fuochi” non rispettato  «Parleremo con le forze d’ordine»
Fuochi d’artificio sparati nella notte a Pratogiano

Divieto dei “fuochi” non rispettato

«Parleremo con le forze d’ordine»

Chiavenna, il Comune aveva vietato l’accensione dei botti dopo l’incendio del 2017: «Non ci sono scuse».

Niente petardi e fuochi d’artificio? Macché. L’ordinanza anti-botti del Comune nella notte di Capodanno non è stata rispettata. In varie zone della città della Mera, a cominciare dal parco di Pratogiano, allo scoccare della mezzanotte è iniziato il tradizionale lancio. Non si sono registrati incendi e i vigili del fuoco, a differenza di quanto accaduto un anno fa con il devastante incendio sul versante di Pianazzola, sono rimasti nel distaccamento di Mese. Ma l’amarezza per lo scarso senso civico di alcuni è evidente. Alla vigilia di questa festa dal municipio era arrivato un appello a rispettare il divieto di utilizzo e accensione di fuochi, rinnovato con specifica ordinanza nelle scorse settimane. 

«Considerata la triste esperienza di inizio anno - che poi nei mesi successivi ha coinvolto anche altri Comuni - ci aspettiamo una grande responsabilità e rispetto delle regole da parte dei cittadini – aveva sottolineato il sindaco Luca Della Bitta -. Sarà un segno di attaccamento al territorio e alla città in cui vivono». Sicuramente una parte della cittadinanza ha rispettato le regole, ma altri hanno fatto finta di niente.

«Sul piano pratico, la presenza di neve ha rappresentato un fattore importante per creare condizioni poco favorevoli alla propagazione di incendi a terra – premette il vicesindaco Davide Trussoni -. Ma le regole vanno rispettate e l’ordinanza avrebbe dovuto essere un punto fermo per tutti. Se un atteggiamento è vietato, non ci sono scuse per non attenersi a quanto previsto».

Oggi l’amministrazione discuterà con le forze dell’ordine, a cominciare dalla polizia locale, della possibilità di identificare coloro che hanno usato petardi e fuochi, ad esempio a Pratogiano dove sono presenti alcune videocamere di sorveglianza. «Valuteremo l’ipotesi di procedere per puntare al riconoscimento di queste persone». La lezione del primo gennaio 2017, insomma, non è stata appresa in pieno. Dopo l’incendio di dodici mesi fa, che ha interessato ben 106 ettari, le indagini hanno portato alla denuncia di tre persone residenti in Valchiavenna. Subito dopo l’incendio si erano fatte strada varie ipotesi, a cominciare da quella del rogo provocato da una lanterna cinese. Poi era emersa la presenza di alcuni uomini nella zona di Dalò con materiale pirotecnico. Cittadini ai quali gli abitanti del posto si erano rivolti chiedendo di fare attenzione, considerata la situazione di siccità, e che si sono sentiti rispondere di non intromettersi nei loro programmi per la festa dell’ultimo giorno dell’anno. «Sappiamo che c’è un’indagine in corso e l’auspicio è che eventuali responsabili paghino per il loro comportamento, scorretto e vietato», conclude il vicesindaco Trussoni.

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