Dieci anni di pannelli dissuasori: «Non funzionano più, meglio toglierli»
Un dissuasore della velocità all’ingresso di Chiavenna

Dieci anni di pannelli dissuasori: «Non funzionano più, meglio toglierli»

Il vicepresidente della Comunità montana della Valchiavenna, Premerlani, lancia la provocazione. «Furono investiti 130mila euro, ora senza manutenzione da parte dei Comuni sono inutili».

«Per fare queste figuracce, meglio toglierli». Sono trascorsi esattamente 10 anni, proprio in questi giorni, dall’installazione e dalla messa in funzione dei pannelli per la rilevazione delle velocità delle auto lungo le principali strade della Valchiavenna e il bilancio è negativo. Per usare un eufemismo. I 38 pannelli voluti allora dalla Comunità montana della Valchiavenna nell’ambito del “Progetto sicurezza” sono quasi per la totalità non funzionanti e non viene fatta manutenzione. Tanto che non è escluso ora che possano venire rimossi: «Non credo che sia questo il modo di utilizzare i soldi pubblici - commenta il vicepresidente e assessore alla Viabilità dell’ente comprensoriale Mauro Premerlani -. O questi apparecchi vengono rimessi in funzione e sottoposti a regolare manutenzione oppure meglio toglierli. L’immagine che si dà della valle è pessima».

I pannelli sono costati un sacco di soldi. L’intervento voluto dall’allora amministrazione della presidente Lucia Buzzetti ha visto l’ente investire ben 130mila euro per l’acquisto, l’installazione e la messa in funzione dei pannelli. L’80 per cento della cifra fu coperto dalla Cm, la parte restante dalle amministrazioni comunali. L’intervento riguardò sia la Provinciale Trivulzia sia le Statali 36 e 37. I pannelli segnalano, o meglio dovrebbero segnalare, la velocità da 40 km/h fino a un massimo di 85km/h indicando sul display quanti punti di patente si perdono superando i limiti di 50 km/h previsti per i centri abitati. In realtà non funzionano. O sono completamente spenti, oppure segnalano velocità assolutamente non corrette.

All’epoca l’effetto positivo sulla velocità durò, peraltro, pochissimo. Qualche settimana. Il tempo necessario agli automobilisti per accorgersi che il superamento della velocità consentita segnalato dal pannello non portava a una sanzione. Non un autovelox, insomma, né tanto meno uno dei Velo Ok installati recentemente a Verceia. L’obiettivo, sicuramente positivo visti i problemi manifestatisi più volte in valle, di invitare a moderare la velocità in presenza di centri abitati, non è stato centrato. Forse da questo dipende il successivo disinteresse con il quale è stato affrontato il problema della manutenzione da parte dei comuni.

«Si tratta di un problema che stiamo affrontando in questi giorni con gli uffici - spiega Premerlani - . Bisogna capire se è possibile trovare una soluzione che consenta di rimettere in funzione questi impianti, perché lasciarli così non è certo possibile. Personalmente penso che, in assenza di una soluzione, la strada migliore sia la loro rimozione».


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