Depuratore, l’ultima parola spetta al Tar
Il depuratore di San Giacomo di Teglio

Depuratore, l’ultima parola spetta al Tar

ApricaLa ditta Cerri ha proposto ricorso contro la multa da 430mila euro sui lavori per il collettore fognario

Il sindaco: «Percorso difforme, l’impresa ha risparmiato sull’esecuzione dello scavo». Sentenza il 20 ottobre

Non un tracciato con una linea diritta da Aprica scendendo fino Tresenda di Teglio, come prevedevano i progetti, ma una sorta di zig zag ben identificabile all’occhio. Così si è presentato a tecnici e amministratori comunali il tracciato della rete del collettamento delle acque fognarie, che da Aprica saranno portate al depuratore di San Giacomo di Teglio secondo un ambizioso progetto del Comune orobico.

Per questo è scattata la multa che i Comuni di Aprica e di Teglio – le tubazioni insistono sul territorio di entrambi – hanno comminato alla società Costruzioni Cerri con sede a Talamona. La quale, a sua volta, ha fatto ricorso al Tribunale amministrativo regionale di Milano.

Contenzioso legale

È partito con un contenzioso legale l’anno nuovo nei due Comuni confinanti riguardante un’opera a lungo ambita ad Aprica dove, ormai quasi una decina di anni fa, c’erano state non poche polemiche. Sulla realizzazione della stessa tra l’altro si era giocata la campagna elettorale dell’attuale sindaco Carla Cioccarelli. Ora che l’intervento è concluso, nuovi contrasti. Questa volta fra Comune appaltatore e ditta esecutrice.

Già ad occhio nudo guardando verso la montagna amministratori e tecnici avevano capito che il tracciato era cambiato. Inizialmente si era pensato ad una movimentazione di mezzi che avesse “coinvolto” altre aree, ma poi ci si è resi conto che non era soltanto quello. «In sede di rilievo del tracciato per identificare i proprietari e procedere al frazionamento - spiega il sindaco Cioccarelli -, il tecnico ha verificato che il percorso era profondamente difforme. In pratica, la ditta ha effettuato delle modifiche importanti per evitare alcune parti in roccia dove sarebbe stato più complicato scavare. Ciò ha comportato un avvio di procedimento per queste varianti, considerando anche che quella interessata è una zona a vincolo ambientale e che si trova a 150 metri dalla Valbelviso. Si è dovuti procedere a rendere conforme il “nuovo” tracciato da un punto di vista paesaggistico e si è fatta una nuova conferenza dei servizi».

A quel punto i due Comuni hanno comminato alla ditta una sanzione, commisurata al maggiore vantaggio economico che la stessa avrebbe recuperato con il zig zag nella montagna. Si parla di 427.618 euro. A sua volta la ditts Cerri ha fatto ricorso al Tar e i due Comuni si sono costituiti in giudizio. Il Tar si esprimerà con una propria sentenza il prossimo 20 ottobre. Intanto, però, ha imposto alla ditta una fideiussione del valore pari alla multa comminata dai Comuni.

L’allacciamento

«La ditta dovrà pagare la cauzione perché, secondo quanto i due Comuni contestano, la stessa ha avuto un risparmio nei lavori scavando dove c’era terra e non roccia - conclude il primo cittadino - La “magagna” è emersa quando abbiamo fatto il rilievo dei terreni dei privati per poterli pagare e si è scoperto che tubazioni vanno ad invadere terreni non previsti». Quanto ai lavori per il collettamento, questi sono conclusi. «Ora attendiamo la presa in carico dell’Ato in modo da poter definitivamente trasferire le nostre acque reflue a San Giacomo. Mi auguro che questa fase operativa inizi al più presto e che non sia inficiata o rallentata dal contenzioso».


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