Delebio non pagherà per l’emergenza
I lavori di svaso effettuati sull’asta del Lesina dopo l’emergenza

Delebio non pagherà per l’emergenza

Il Comune rischiava di essere escluso dalla copertura ma la Regione ha accolto l’istanza del sindaco.

Il sindaco chiede attenzione per il proprio territorio duramente colpito dagli eventi calamitosi di martedì e mercoledì scorsi e accoglie con favore la decisione della giunta che rivede al rialzo i Comuni cui sarà concessa una copertura totale dei costi delle opere di pronto intervento.

«Nei giorni dell’emergenza abbiamo chiesto e ottenuto l’attenzione dell’assessore regionale alla montagna Massimo Sertori – spiega il primo cittadino di Delebio, Erica Alberti – che ha raggiunto il nostro territorio per un sopralluogo. Abbiamo voluto che lui stesso si rendesse conto dei danni registrati sul territorio e agli abitanti. Non appena ho saputo dell’intenzione della Regione di portare avanti una proposta che prevedeva il finanziamento all’80% per i pronti interventi sui Comuni al di sopra dei 3mila abitanti, ho voluto far presente all’assessore Sertori che Delebio conta una manciata di abitanti in più di questa soglia, auspicando un impegno affinchè anche paesi come il nostro potessero rientrare nella fascia di quelli a cui viene garantita la copertura totale delle spese».

Una istanza che è stata accolta, di fatto, con la delibera della giunta regionale che lunedì ha approvato, su proposte dell’assessore al territorio e protezione civile, Pietro Foroni di concerto con l’assessore Sertori, la totale copertura delle spese sostenute per i lavori di pronto intervento per tutti i Comuni fino a 5mila abitanti. Per Delebio le piogge hanno comportato lo sfollamento di 15 persone e immediati lavori di svaso del torrente Lesina, il monitoraggio del versante colpito da smottamenti e la chiusura di tutte le strade di accesso alla Val Lesina. Nel post emergenza, i sopralluoghi effettuati dai tecnici hanno evidenziato la necessità di monitorare la frana di Canargo e realizzare il prolungamento della strada esistente per arrivare alla seconda briglia di contenimento del Lesina per permettere in caso di emergenza di sgravare il corso d’acqua dal materiale accumulato in alveo.


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