Decreto ristori: indennizzi  fino al 400% degli incassi

Decreto ristori: indennizzi

fino al 400% degli incassi

Le misure prevedono anche l’allargamento della cassa integrazione a tutte le attività colpite, lo stop dell’Imu e 2 o 3 mensilità di credito d’imposta per gli affitti.

Indennizzi fino a quattro volte tanto quanto incassato già in primavera a causa del calo del fatturato, con percentuali variabili a seconda del tipo di attività. È quanto prevede il decreto ristori approvato oggi pomeriggio in Consiglio dei Ministri. Il provvedimento conterrà anche sostegni per i lavoratori stagionali e ristori specifici per le imprese del turismo e della somministrazione. Le misure prevederebbero inoltre l’allargamento della cassa integrazione a tutte le attività colpite, lo stop dell’Imu e 2 o 3 mensilità di credito d’imposta per gli affitti.

Il cuore del provvedimento riguarda come detto i ristori per le attività colpite dal nuovo dpcm. Indennizzi che saranno parametrati a quanto incassato già in primavera dopo il primo lockdown. In particolare, stando alle prime bozze, il contributo potrebbe raggiungere il 400%, cioè quattro volte tanto, di quanto ricevuto nei mesi passati per alcune categorie come discoteche, sale da ballo e night club. Per altre categorie di imprese, come piscine, palestre, fiere, enti sportivi, terme, centri benessere il nuovo beneficio dovrebbe valere il 200% del contributo a fondo perduto avuto ad aprile. Stessa percentuale anche per stadi, cinema, parchi divertimento e sale bingo.

Ancora da limare i contributi per bar e ristoranti che dovrebbero comunque oscillare tra il 150% e il 200% di quanto già incassato. Ristori al 150% sarebbero invece previsti per alberghi, affittacamere per brevi soggiorni, case ed appartamenti per vacanze, villaggi turistici, ostelli della gioventù, rifugi di montagna. Per tassisti e Ncc l’indennizzo sarebbe invece del 100%, cioè la stessa somma già ricevuta in primavera.

La bozza del decreto prevede il rimborso con voucher anche per gli spettacoli dal vivo previsti dal 24 ottobre e fino a gennaio 2021 e saltati per le nuove restrizioni anti Covid. La misura vale anche per “i titoli acquistati dal 1 al 24 ottobre non fruiti” finora e “non fruibili fino al 31 gennaio 2021”.


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