Deborah Compagnoni  «Sci, un azzardo   non farlo ripartire»
Deborah Compagnoni durante una delle edizioni di “Sciare per la vita”

Deborah Compagnoni

«Sci, un azzardo

non farlo ripartire»

La campionessa chiede una decisione a breve per l’avvio del turismo invernale

La stagione sciistica non è ancora iniziata, gli impianti sono fermi e ci sono ancora mille punti di domanda circa l’avvio del turismo invernale.

«Ovviamente la salute viene in primis ma a questo punto mi auspico che il Governo prenda entro breve una decisione. Si perché il comparto turistico legato alla montagna ha tutto il diritto di potersi organizzare, sia che la stagione parta oppure no». Così Deborah Compagnoni che da valtellinese doc, e “furiccia” nel cuore, teme per questa situazione alquanto preoccupante.

«La legge deve essere uguale per tutti. Se le vicine stazioni svizzere francesi ed austriache o addirittura alcune zone dell’Italia tipo l’Alto Adige, dovessero aprire e noi no, sarebbe una sconfitta totale».

Deborah si mette una mano sul cuore quando prende in considerazione la sua Valfurva, martoriata in questi ultimi anni anche dal problema della viabilità legato al rischio di frana del Ruinon, una vera e propria spada di Damocle oltre che sulla vita di tutti i giorni degli abitanti, anche sul comparto turistico estivo e a maggior ragione su quello invernale.

«E’ ovvio che la volontà del nostro comparto turistico locale è quella di voler assolutamente ripartire e farlo nel migliore dei modi anche sotto il profilo della sicurezza - dice la pluricampionessa - . Si temono le code agli impianti o il sovraffollamento sulle cabinovie? Bene, si prenderanno precauzioni extra ma non far ripartire il turismo per questi motivi mi sembra un grande azzardo, considerando quello che avviene nei vari centri commerciali e luoghi di massa molto più a rischio».

«Se invece il Governo decidesse di tenere chiusa la montagna sino a gennaio - aggiunge Compagnoni - dovrà tamponare questa grave situazione intervenendo con stanziamenti economici nei confronti di tutti i comparti turistici del settore montano, per far si che si possa sopravvivere».

L’albergatrice

Di turismo la campionessa olimpica se ne intende eccome, perché Deborah stessa è cresciuta in una famiglia di albergatori. Non era difficile, tra una vittoria di coppa del mondo ed un oro olimpico, trovare la regina delle nevi indaffarata tra i tavoli dell’Hotel Baita Fiorita ad aiutare la famiglia prima in sala e poi in cucina.

«Se si perderanno le feste natalizie la stagione è praticamente compromessa - analizza Deborah con cognizione di causa -. Parlo soprattutto per la Valfurva, dove da sempre dopo la Befana la valle si svuota per qualche settimana sino all’arrivo degli stranieri, per altro quest’anno assenti».

Le alternative

«Non dimentichiamo poi che da sempre fine gennaio corrisponde con il picco stagionale influenzale - dice Deborah - Mi fa sorridere, per usare un eufemismo, quando sento che si potrebbe tamponare concedendo gli spostamenti ma senza l’apertura degli impianti sciistici. Ma quale famiglia viene in montagna senza la possibilità di sciare?» si chiede la campionessa olimpica.

L’economia

«Se non parte lo sci, almeno da noi in Valtellina, non parte nemmeno il turismo invernale. L’economia della montagna verrà messa in ginocchio in ogni caso, ma guardando oltre, io mi aspetto che lo Stato dia delle linee guida ben precise, affinché con l’auspicato arrivo dei vaccini si possa ripartire a testa alta per la stagione estiva» conclude Deborah Compagnoni.

La campionessa, tra le altre cose, è presidente della associazione onlus che organizza “Sciare per la Vita”, giunta alla 18^ edizione. Manifestazione che è in programma, Covid permettendo, il prossimo 18 aprile proprio sulle “sue” nevi di Santa Caterina Valfurva.

Katja Colturi


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