“Daspo” in mensa  bocciato dalle famiglie  «Una scelta sbagliata»
La scuola elementare di Oggiono (Foto by foto menegazzo)

“Daspo” in mensa

bocciato dalle famiglie

«Una scelta sbagliata»

OggionoIl regolamento introduce la sospensione

del servizio scolastico per gli alunni indisciplinati

«Assurdo, prevedere di cacciarli è davvero eccessivo»

«I bambini non si toccano»: un unico coro di mamme e nonni, contrari al regolamento approvato all’unanimità dal consiglio comunale, si è levato ieri davanti alle elementari del capoluogo. Come già riferito e chiarito dall’assessore all’Istruzione Elena Ornaghi, «se si verificheranno comportamenti turbolenti o intemperanti, la scuola, ai sensi del regolamento, ora si potrà affrontarli, fino alla sospensione o decadenza degli alunni dal servizio».

Le reazioni ieri mattina

Ma le famiglie dicono no sul «”Daspo” della mensa - come è stato ribattezzato – che escluderebbe da un servizio essenziale come il pasto bambini tra i 6 e gli 11 anni, non certo vandali: che cosa possono mai fare di così grave? Alzare la voce o tirare le bucce?». Per nonno Egidio Bazzi «è sbagliatissimo anche solo ipotizzare di escludere i bimbi dalla mensa: se ci sono ragazzini con problemi comportamentali, vanno affrontati: escludere può solo indurre chi già è problematico a fare peggio».

Per Sonia Riondino «è assurdo: gli iscritti alla refezione scolastica non saranno tutti angioletti, ma prevedere di cacciarli è decisamente eccessivo; inoltre, se le famiglie non potessero poi organizzarsi diversamente durante la pausa pranzo, significa che resterebbero digiuni per otto ore?». Più contrariato di tutti è apparso nonno Giovanni Marigoso: «È forse una trovata elettorale leghista, questa? È il solito modo per attaccare gli extracomunitari prendendosela coi bambini? I bimbi non si toccano: il diritto alla mensa non si può negare, né se gli mancano i soldi, né per il comportamento. Ho un nipote all’elementare “Diaz” e uno alla primaria del Peslago: in nessuna scuola ci sono alunni maleducati: a fare casino è soltanto il Comune; il sindaco lo vada a fare a Roma. Qui ci sono ragazzini tutt’al più un po’ vivaci: che ragionamento è, quello di mandarli via? Ma lo sappiamo che, fuori dalla scuola, talune mamme non gli possono neppure dare un pasto completo come ce l’hanno a scuola? Noi difendiamo i bambini: altro che cacciarli dalla loro scuola».

«Non affrontato così»

Anche per Chiara Vismara, che si «riserva di approfondire bene il regolamento, gli strumenti sono altri». Nonno Luigi Pietro Corti ribadisce: «Sono contrarissimo: più o meno vivaci, più o meno disciplinati, ma i bambini sono bambini». Diverse mamme della Commissione mensa hanno commentato : «La commissione non c’entra nulla col regolamento: uno dei problemi, cioè la sospensione del servizio per chi lo frequenta saltuariamente (cioè, solo se c’è la pizza o per il pranzo di fine anno) è stato messo sul tavolo, ma non affrontato così: quindi la decisione presa in Comune, della decadenza dopo cinque assenze ingiustificate, va ben oltre. Quanto agli alunni intemperanti, in commissione non se ne è mai neanche lontanamente parlato, principalmente perché durante tutte le nostre visite i bimbi sono parsi disciplinatissimi . Le maestre li educano benissimo e ognuna gestisce il proprio gruppo-classe in mensa così come fa in aula».


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