«Danni da fauna, l’Oasi non risarcisce»
La presenza di ungulati, cervi e cinghiali, ma anche cornacchie al centro delle polemiche sui danni

«Danni da fauna, l’Oasi non risarcisce»

La Regione chiarisce la posizione della Riserva dopo le polemiche con gli agricoltori danneggiati. Il Pirellone consiglia, però, l’introduzione di piani di abbattimento degli animali in sovrannumero.

Nessun obbligo di risarcimento dei danni da parte dell’ente gestore della riserva naturale, anche se la Regione propone piani di prelievo degli animali selvatici per arginare i danni alle colture.

Arriva dalla direzione generale Ambiente e parchi la risposta al quesito posto nei mesi scorsi dalla Riserva del Pian di Spagna in merito alla competenza per il risarcimento o indennizzo dei danni causati alle colture agricole da cervi, cinghiali e cornacchie.

Niente risarcimento

La richiesta dell’ente che gestisce la Riserva era stata fatta all’indomani della sentita protesta degli agricoltori della zona, sostenuti da Coldiretti, per il mancato risarcimento dei danni alle colture cresciuti negli ultimi anni a causa dell’aumento dei cervi che vivono proprio entro i confini dell’area protetta. Gli agricoltori e i rappresentanti di categorie chiedevano all’ente gestore le risorse per gli indennizzi e la Riserva ha chiesto alla Regione un chiarimento sulla normativa vigente.

«La legge di riferimento - ha risposto la direzione generale ambiente - stabilisce che l’ente gestore dell’area protetta è tenuto a risarcire i danni provocati dalla fauna selvatica solamente qualora gli stessi si verifichino all’interno del territorio compreso nei parchi naturali. La disposizione non prevede il risarcimento dei danni che si verifichino all’interno delle riserve naturali».

La stessa legge prevede la possibilità di risarcire ai proprietari e conduttori dei fondi ricadenti in siti Natura 2000 i danni provocati da un certo tipo di fauna selvatica (quella tutelata dalle direttive europee habitat e uccelli recepite dalla legge regionale) nel quale non rientrano però cervi, cinghiali né cornacchie. Con questo parere viene chiarito il mancato obbligo da parte dell’ente gestore della Riserva al risarcimento degli agricoltori all’interno del proprio territorio di competenza.

La direzione generale ambiente ha però espresso anche un’altra considerazione, alla luce dei danni registrati nel Pian di Spagna: «Al fine di evitare ulteriori danni alle attività agricole oltre che agli habitat e alle specie caratterizzanti in sito Natura 2000 di Pian di Spagna, considerato che le specie quali cervi, cinghiali e cornacchie sono gestite secondo la legge regionale sulle “norme per la protezione della fauna selvatica e per la tutela dell’equilibrio ambientale e disciplina dell’attività venatoria”, si ricorda che la Riserva può concordare con i soggetti responsabili di questa gestione, le Provincie di Como e di Sondrio, piani di prelievo finalizzati alla riduzione della presenza di cervi e cinghiali, nonché piani di controlli finalizzati alla riduzione della presenza di cornacchie».n


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