Danneggiato l’argine del torrente Liro  Così rischia di finire nell’acquedotto
Il letto del torrente che scorre in Val Zerta (ora in secca) è completamente invaso dai detriti

Danneggiato l’argine del torrente Liro

Così rischia di finire nell’acquedotto

Preoccupa la captazione di Poirone Vecchio, nel territorio di San Giacomo Filippo. Trussoni: «Situazione preoccupante in caso di piena» - La questione è monitorata da Secam

L’acqua del Liro rischia di finire nell’acquedotto che serve Chiavenna, ma anche Prata Camportaccio e Mese. Situazione monitorata costantemente da Secam, ma c’è più di una preoccupazione per la captazione dell’acquedotto di Poirone Vecchio. Territorio di San Giacomo Filippo. Con il fenomeno alluvionale del 12-13 giugno scorso, infatti, la laterale Val Zerta ha scaricato nel Liro grossi quantitativi di materiale solido che è andato a danneggiare pesantemente, asportandone di fatto un tratto, l’arginatura del torrente che scorre lungo la Vallespluga. Proprio nel punto dove è presente la condotta dell’acquedotto: «In caso di piena del Liro – spiega Davide Trussoni presidente della Comunità Montana Valchiavenna – c’è la possibilità che l’acqua del torrente finisca nell’acquedotto, con tutto quello che ne consegue». Cioè stop alla distribuzione di acqua potabile per tutto l’abitato di Chiavenna e per quelli di Mese e Prata Centro: «Ormai i sistemi acquedottistici – continua Trussoni – sono in rete e, quindi, i problemi si avrebbero anche per gli acquedotti di questi due comuni che attingono in caso di necessità alle risorse di Chiavenna».

Un sistema bilanciato per avere sempre scorte di acqua sufficienti, ma che comporta inevitabilmente anche una reazione a catena in caso di problemi. «Abbiamo inoltrato richiesta di finanziamento a Regione Lombardia nell’ambito di una scheda da 3 milioni che riguarda le aste dei corsi d’acqua maggiori, fiume Mera e torrente Liro, - conclude Trussoni – ma attualmente non abbiamo ancora ricevuto risposte. I finanziamenti si sono limitati a quello per la fase emergenziale e ai 300 mila euro per la foce del Mera della scorsa settimana. Non siamo in una situazione di emergenza, ma il tempo ovviamente stringe. Si tratta di un’opera fondamentale e di portata non leggera».

L’altra situazione critica è stata evidenziata dal sindaco di Gordona Mario Guglielmana durante l’ultima seduta di assemblea di Comunità Montana. Riguarda il greto del Mera. Sotto il ponte gordonese ci sarebbero secondo il sindaco del comune del fondovalle fino a tre metri di materiale accumulatosi.

«Anche questa opera rientra nella scheda da 3 milioni presentata in Regione – spiega Trussoni - . Abbiamo problemi soprattutto sui corsi d’acqua principali. Le piogge di un mese fa hanno ripulito le vallette laterali, scaricando il materiale e i problemi su Liro e Mera».

Sempre in tema di fiumi, è arrivato un contributo di 46 mila euro dalla Regione per la modellazione delle fasce di esondazione del fiume Mera in vista della redazione del cosiddetto Pgra, il Piano di Gestione Rischio Alluvioni, che andrà ad aggiornare il vecchio Piano di Assetto Idrogeologico.


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