D’Aietti lascia il Tribunale e saluta  «Questi otto anni come uno tsunami»
D’Aietti ha voluto attorno a sé collaboratori e colleghi per un’ultima foto di gruppo (Foto by foto Gianatti)

D’Aietti lascia il Tribunale e saluta

«Questi otto anni come uno tsunami»

Il palazzo di giustizia ieri si è stretto attorno al suo presidente. Pietro Della Pona: «Un magistrato preparato e colto che ha governato il cambiamento».

La verve napoletana non poteva non uscire. Nell’ultimo giorno di lavoro il presidente del Tribunale si è concesso baci, abbracci e brindisi, ma anche molte emozioni, nonostante si sia dato da fare per non darle a vedere.

A 68 anni lascia Gianfranco D’Aietti e se ne va in pensione. «Questo è uno dei momenti più importanti della mia carriera, che finisco proprio qui, a Sondrio. Difficile per me non sentirmi emozionato. Sono stati otto anni di fatica, di grandi cambiamenti, che mi hanno però dato molta soddisfazione. Oggi tutti mi chiedono come mi sento? Ebbene, sono melanconico. Ma anche felice di lasciare una macchina in corsa, ben oliata e con il pieno di benzina».

Niente udienza ieri nell’aula al piano terra del palazzo di giustizia, ma solo tanti applausi a scandire i discorsi di commiato. Il primo a prendere la parola il procuratore capo Claudio Gittardi: «Devi essere molto contento di quello che hai fatto qui a Sondrio e ti ringrazio per la tua pacatezza che invoglia ad avere sempre un confronto sereno. Ma è la tua leggerezza e il tuo raffinato humor a rendere questo lavoro meno pesante».

Anche dal presidente dell’Ordine degli avvocati Alberto Gerosa sono giunte parole di grande stima e un augurio «per i futuri impegni accademici , visto che - ne siamo certi - non potrà stare lontano dal lavoro di studio e ricerca che l’ha sempre accompagnata».

Ma è dal “vice” Pietro Della Pona, da ormai due mesi facente funzioni del presidente, che sono giunte le parole più belle, forse anche perchè pronunciate da chi ci ha abituato ad uno stile asciutto ed essenziale.

«D’Aietti parla al plurale quando cita i successi ottenuti, ma è solo suo il merito di aver superato questo tsunami. È arrivato con un Tribunale sotto del 40% di organico, ha gestito l’accorpamento della sezione di Morbegno, ha introdotto il processo civile telematico, ha formalizzato le cosiddette “best practice”, ha predisposto tabelle che oggi ci consentono di far fronte alle continue richieste del Csm, ha creato il sito del Tribunale, introdotto il bilancio sociale e lo sportello unico del civile. Ci lascia un Tribunale che non ha nulla a che vedere con quello che si è trovato a gestire. Fatica, sudore, impegno. Un presidente capace, un magistrato preparato e colto. Un signore gentile e generoso. E di tutto questo lo ringraziamo».

Anche dai dipendenti è giunto un affettuoso abbraccio e un ricordo con dedica.


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