Da Secam il robot  che sanifica da solo
Il Dres in azione: è stato realizzato dalla società che si occupa di rifiuti e sistema idrico (Foto by foto giantti)

Da Secam il robot
che sanifica da solo

L’apparecchio è destinato alla sanificazione e all’igienizzazione degli ambienti pubblici e privati

Esce dallo schermo della Pixar e si mette a disposizione di enti pubblici e aziende private per aiutare nella ripartenza a tutela della salute di lavoratori e cittadini.

È un Wall-E in salsa valtellinese, il robot progettato, realizzato e brevettato interamente da Secam, la società pubblica che si occupa di rifiuti e gestione del sistema idrico integrato per i comuni di Valtellina e Valchiavenna, destinato alla sanificazione e all’igienizzazione degli ambienti da remoto, senza la necessità cioè della presenza degli addetti.

Società all’avanguardia

Il Dres, acronimo di Drone rover environmental sanitation, presentato ufficialmente ieri mattina nel piazzale di Secam dove, sotto lo sguardo attento dei dipendenti e dei vertici societari, ha dato prova delle sue capacità. Per quanto riguarda l’attività vera propria, l’apparecchio debutterà invece domani in un’azienda della Valchiavenna.

«Siamo molto orgogliosi e fieri di questa creazione che ci pone, ancora una volta, all’avanguardia nel nostro settore - ha detto il presidente della spa Raffaele Pini -. Grazie al lavoro innovativo e alla progettualità del nostro team possiamo mettere a disposizione dei nostri soci e dell’intera comunità un ulteriore servizio». Un’attività specifica in un momento particolare.

Chi lo utilizzerà

«Quello che è successo - sottolinea Gildo De Gianni, l’ad di Secam - ci ha spinto a valutare iniziative nuove. E se all’inizio dell’emergenza abbiamo subito aiutato ospedale e case di riposo a titolo gratuito, adesso ci siamo dedicati allo sviluppo di questo nuovo servizio che consente di svolgere le operazioni obbligatorie di sanificazione in vista della ripartenza delle attività produttive, degli uffici e dei negozi».

Il robot – valore di mercato di circa 200mila euro - sarà messo a disposizione prioritariamente dei soci, gli enti locali dunque, ma anche dei privati «nell’ottica - ancora De Gianni - di servizio al territorio».

Il drone, un metro di altezza circa per 70 cm di larghezza, si muove su un cingolato e può essere controllato da remoto fino a 500 metri, grazie ai visori in 3D. Ad azionarlo è un team composto da tre persone: un pilota certificato, un tecnico di sistemi di sanificazione, presenti sul posto, e un tecnico che, attraverso il sistema di telecontrollo di Secam, supervisiona verificando che tutte le superfici vengano sanificate e monitorando i parametri.

Il robot agisce contemporaneamente igienizzando l’ambiente, le pareti, il soffitto e il pavimento: con la nebulizzazione del liquido raccomandato dall’Istituto superiore di sanità raggiunge una distanza fino a 20 metri, con l’atomizzazione tre metri a destra e altrettanti a sinistra. «La sua opera - spiega Mariani - corrisponde al lavoro manuale di 4 operatori».


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