Da banche popolari a spa: ci sono anche le due valtellinesi

Da banche popolari a spa: ci sono anche le due valtellinesi

Il Governo vara la riforma per le banche popolari. Non tutte, ma solo “le dieci più grandi”, tra le quali la Banca Popolare di Sondrio e il Credito Valtellinese, con almeno 8 miliardi di attivi. Avranno un anno e mezzo di tempo per cambiare pelle.

Il Governo vara la riforma per le banche popolari. Non tutte, ma solo “le dieci più grandi”, tra le quali la Banca Popolare di Sondrio e il Credito Valtellinese, con almeno 8 miliardi di attivi. Avranno un anno e mezzo di tempo per cambiare pelle, eliminare il voto capitario (una testa un voto) e trasformarsi in spa.

Un «momento storico» dice il premier Matteo Renzi, ribadendo che il Paese, pur potendo vantare un sistema bancario «serio, solido e sano», ha però «troppi banchieri e troppo poco credito» e che l’obiettivo dell’intervento del Governo è quello di rafforzare il sistema per essere pronti alle sfide europee ma senza «danneggiare i piccoli istituti e senza toccare il credito cooperativo».

L’elenco degli istituti destinati a subire profonde trasformazioni, sulla base dei dati raccolti dall’ufficio studi di Mediobanca, mostra al primo posto il Banco Popolare, seguito da Ubi Banca, Bper, Bpm, Popolare di Vicenza, Veneto Banca,Popolare di Sondrio, Credito Valtellinese, Popolare Etruria e Lazio e Popolare di Bari.

L’anomalia segnalata più volte da Banca d’Italia, Fmi e Commissione europea riguarda in particolare la governance delle popolari quotate e di maggiori dimensioni. Società che proprio per il voto capitario non sono contendibili e per questo riescono meno ad attrarre capitali in caso di rafforzamento. E proprio qui sta il punto, secondo almeno i sostenitori del provvedimento. La trasformazione delle popolari in spa potrà dare il via a un processo di aggregazione e consolidamento del sistema bancario italiano, attraverso nuovi aumenti di capitale, nel quale certamente anche i nostri istituti di credito giocheranno una partita non secondaria.

L’Investment compact sarà dunque anche l’occasione per attuare la riforma delle popolari di cui si parla da almeno dieci anni e più volte arenatasi anche per opposizione dello stesso comparto, che peraltro sta studiando una sua autoregolamentazione. Una riforma in linea con quanto chiesto più volte dal governatore di Banca d’Italia Ignazio Visco, che favorirà il consolidamento del settore. Ma su come raggiungere l’obiettivo, le visioni delle parti in causa sono nettamente divergenti.

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