Da autista a frate  «La scelta di Stefano  dono del Signore»
L’ordinazione di Frate Stefano Baruta (Foto by foto Gianatti)

Da autista a frate

«La scelta di Stefano

dono del Signore»

Celebrazione L’ingresso nella Fraternità Santo Spirito

Baruta, 46 anni di Chiuro, ha scelto la povertà e la castità

«Respiriamo un clima di stupore e di gioia, perché Cristo è preso ancora in parola da un giovane che ha sperimentato il valore della vita e chiede liberamente di donarsi al Signore in questa comunità».

Così il vescovo di Como, monsignor Oscar Cantoni, ha introdotto la sua omelia in occasione della prima professione religiosa di fra Stefano Baruta, accolto ufficialmente venerdì nella Fraternità Santo Spirito di Colda.

Originario di Chiuro, 46 anni compiuti il 6 settembre, il nuovo frate si è incamminato verso la vita religiosa due anni fa, dopo una lunga esperienza lavorativa come autotrasportatore, seguendo la passione per gli autocarri che lo ha accompagnato fin da bambino. Compiuto il periodo di postulato e il noviziato, ha chiesto di poter pronunciare i voti di vivere in obbedienza, senza possedere nulla di proprio e in castità, secondo le costituzioni della Fraternità Santo Spirito.

«Chi glielo ha fatto fare?», ha domandato il vescovo Oscar, spiegando poi che «fra Stefano è stato avvicinato dalla grazia del Signore: su quella del Battesimo ha costruito un cammino di fede, sostenuto da una comunità di fratelli e sorelle che si aiutano a vicenda». Più volte monsignor Cantoni ha invitato a gioire per il dono di una nuova vocazione, da intendersi come dono del Signore, «del quale ci si può innamorare». E ha quindi spiegato che «il cristianesimo non è fondato su una teoria o una disciplina, ma su una persona che affascina e che per qualcuno vale la pena di seguire radicalmente». Da qui, allora, l’augurio a fra Stefano di «continuare a conoscere e ad amare Gesù, perché solo così lo si può seguire e servire».


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