Cristo degli Abissi, giornata speciale anche per i turisti
Il gruppo degli esponenti del Valtellina Sub protagonisti dell’iniziativa svoltasi al lago Palù

Cristo degli Abissi, giornata speciale anche per i turisti

Tradizionale cerimonia del Valtellina Sub con la statuetta posizionata sul fondo del lago Palù. Grande partecipazione alla pulizia delle sponde

Una splendida giornata di sole ha accompagnato la tradizionale immersione del Cristo degli Abissi nel Lago Palù domenica scorsa in Valmalenco. Quando splende il sole, da queste parti, il più è fatto. Una trentina di volontari tra Valtellina Sub, parenti e amici, ma anche qualche turista unitosi occasionalmente sul posto hanno effettuato in mattinata la pulizia delle sponde del lago.

«È bello che anche i turisti partecipino a mantenere una risorsa naturale», sottolineava il presidente della società, Vittorio Mitta. «Quest’anno la raccolta è stata meno copiosa del solito, ridotta la quantità di lattine e bottiglie, pochi rifiuti “speciali”, segno che forse sta aumentando la coscienza ecologica», commentava soddisfatto. Molti i ragazzini presenti, che dopo aver consegnato guanti e sacchi hanno ricevuto la maglietta dedicata alla Giornata Ecologica. Tra di loro anche un entusiasta Giorgio Fomiatti. Alle undici don Antonio Gandossini, salesiano di Montagna di stanza in Emilia, ha celebrato la messa con lettura finale della preghiera dei subacquei, quindi la cerimonia dell’immersione, che si ripete tradizionalmente dagli anni Settanta.

I subacquei hanno effettuato la processione a pelo d’acqua, seguendo la barca con a bordo il religioso e la statuetta, quindi due sub si sono immersi per posizionare il simulacro sullo sfondo. La statuetta di metallo dorato è una fedele riproduzione del Cristo degli Abissi “permanente” di San Fruttoso, alto quattro metri, con le braccia aperte a benedire il popolo del mare. Quella del Palù viene immersa tradizionalmente ad agosto e recuperata tra fine di settembre e inizio ottobre per essere conservata al Rifugio Palù fino all’anno successivo.

A collocare la statuetta sull’apposito basamento di cemento a otto metri di profondità (il lago ne misura al massimo dodici) sono stati Francesca Schivalocchi, bormina di 23 anni e il chiavennasco Attilio Tartarini, classe 1961, che superati i cinquant’anni è rimasto folgorato sulla via della subacquea con una forte passione e frequenti immersioni. Il fascino di respiratore e pinne accomuna generazioni e insieme a loro si sono immersi molti ragazzini, come gli undicenni Matteo Gianelli e Pietro Bagini, frutti di un vivaio (è proprio il caso di dirlo) che produce uomini acquatici in mezzo alle montagne. Sono oggi 310 i soci (di cui la metà Under 18) dei Valtellina Sub, numerosi i corsi organizzati: a cinque anni si può praticare il nuoto pinnato, quando si arriva a otto ci si può iscrivere alla miniapnea e dopo i dieci si apre la strada al minisub, con tanto di respiratore.

I corsi si tengono da ottobre nella piscina al sabato pomeriggio e includono anche i primi passi dell’acquaticità. «Sempre sperando – osserva Mitta –, che il Comune rinnovi al più presto la convenzione di gestione, in scadenza il 30 settembre». Quest’anno ci sono due novità: un corso di compensazione evoluta per l’apnea e uno di biologia marina.

Intanto prosegue l’attività sociale, che prevede immersioni nelle acque della Liguria. A giugno in settanta hanno partecipato alla gita sociale di quattro giorni all’Elba, paradiso dei subacquei.

I Valtellina Sub hanno anche un gruppo di Protezione civile che interviene su richiesta degli enti per la pulizia degli alvei di fiumi e torrenti. Gli stessi volontari in giallo che alla fine della giornata hanno preparato polenta e salsicce per tutti, a conclusione di una spedizione ecologica, ancora una volta, pienamente riuscita.


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