Creval, ok dell’assemblea al bilancio   «La banca ha dato segnali di crescita»
L’amministratore delegato e direttore generale del Credito Valtellinese, Luigi Lovaglio

Creval, ok dell’assemblea al bilancio 

«La banca ha dato segnali di crescita»

Lo ho detto questa mattina l’amministratore delegato e direttore generale del Credito Valtellinese, Luigi Lovaglio, illustrando all’assemblea il bilancio.

«Il cuore della banca sono le pmi. La banca ha dato segnali di crescita e su questo bisogna continuare a lavorare». Lo ho detto questa mattina a Milano, nella sede di via Feltre, l’amministratore delegato e direttore generale del Credito Valtellinese, Luigi Lovaglio, illustrando all’assemblea il bilancio.

«Nel 2018 il nostro portafoglio titoli è cresciuto di 3 miliardi, di cui il 70% in titoli di stato. Come nuovo consiglio è un’attività che abbiamo cercato immediatamente di limitare con l’idea di crescere nel core business e, per farlo, dobbiamo liberare i soldi investititi in titoli di stato per darli alle imprese e cercare di favorire la crescita del territorio». Il 2018, ha aggiunto, è «un’ottima base di partenza per il futuro di Creval. Sta a noi fare in modo che la fiducia degli azionisti venga premiata e vogliamo farlo con una forte, sana e responsabile creazione di valore che sia sostenibile nel tempo e crei vantaggi per tutti le parti. Lavoreremo duro affinché ciò avvenga», ha aggiunto Lovaglio illustrando in assemblea il bilancio. «È stato un anno importante per Creval in cui la banca ha proseguito» con il rafforzamento dell’istituto «tramite l’apportazione di capitale e la cessione degli npl», ha ricordato Lovaglio, spiegando che «il bilancio 2018 ancora non riflette il processo di accelerazione» impresso alla banca.

L’assemblea del Creval ha dato il via libera al bilancio 2018 chiuso con un utile netto di 31,7 milioni (contro una perdita di 331 milioni del 2017). A favore il 93,8% dei presenti. Con l’occasione l’ad ha ricordato che la banca «sta lavorando al piano triennale che verrà presentato al mercato entro giugno». Gli azionisti hanno poi approvato la nomina in cda di Jacob F. Kalma (al posto del dimissionario Massimo Massimilla) e di Maria Giovanni Calloni (che sostituisce l’ex a.d Mauro Selvetti). Entrambi erano stati già cooptati. Nominato poi il collegio sindacale per il triennio al 2021 e determinati i relativi compensi. Approvati infine il sistema di incentivazione, il piano di incentivazione, la relazione sulla remunerazione.

Infine, il «consiglio» del Creval «valuterà le possibili future azioni da intraprendere» su «possibili irregolarità nel processo creditizio e relative istruttorie” riguardo a operazioni di «concessione di fidi e finanziamenti poste in essere dai precedenti» Cda della banca e di una sua controllata in apparente assenza di una approfondita istruttoria». Lo ha detto il presidente dell’istituto, Alessandro Trotter leggendo un’informativa sullo stato «di approfondite analisi» svolte dall’attuale board su delibere assunte dai precedenti consigli. L’istruttoria è stata avviata in seguito a contestazioni avanzate da alcuni soci

All’assise era presente il 48,37% del capitale sociale. Dalla lettura del libro soci l’hedge fund Altera Absolute Investments si conferma come primo azionista con una quota del 7,07% del capitale. La quota è in gestione discrezionale del risparmio. Il fondo, con base alle isole Cayman, precede una pattuglia di azionisti che detengono quote attorno al 5% del capitale, rappresentati dal fondo Hosking (5,057%), dal Credit Agricole (5%), dal fondo Algebris (5,28%) e dall’imprenditore francese Denis Dumont (5,43%).


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