Creval in assemblea: «Ora è più forte»  Azionista Dumont chiede cambio nel Cda
Miro Fiordi, presidente del Creval

Creval in assemblea: «Ora è più forte»

Azionista Dumont chiede cambio nel Cda

La richiesta dell’azionista francese che controlla il 5,12% arriva all’assemblea per il bilancio 2017. La prima dopo l’aumento di capitale che ha certificato l’azzeramento del retail e l’ingresso in forze, nell’istituto che ha il suo baricentro in Valtellina, dei fondi internazionali.

Il Creval apre il cantiere sulla governance e Denis Dumont, primo socio privato, chiede un posto in consiglio. La richiesta dell’azionista francese che controlla il 5,12% arriva all’assemblea per il bilancio 2017 (approvato con un voto bulgaro del 99,9%). La prima dopo l’aumento di capitale che ha certificato l’azzeramento del retail e l’ingresso in forze, nell’istituto che ha il suo baricentro in Valtellina, dei fondi internazionali. A libro soci figura oltre l’8% Steadfast Capital e sopra il 5% Hosking Partners. Ma nella mappa sono emerse, nel corso delle ultime settimane, anche le posizioni di Blackrock, Algebris, Socgen e Morgan Stanley.

«Sarebbe utile che al più presto la nuova compagine azionaria possa esprimere una propria rappresentanza senza creare discontinuità netta», è la sollecitazione arrivata dall’avvocato Massimiliano Scrocchi nel suo intervento per conto di Denis Dumont. Il 2019, quando scadrà l’attuale board, «è prossimo ma i tempi potrebbero non essere coerenti con l’accelerazione del riassetto di questo istituto e del sistema bancario nazionale», è il ragionamento. Un richiamo che non è una sorpresa per i vertici della banca. «Le riflessioni sono partite, il cantiere è stato aperto», replica, a stretto giro, il presidente Miro Fiordi. «Fare una lista che deve essere presentata come lista del cda al voto degli istituzionali, vuol dire che deve essere pronta per Natale e, quindi, mettersi a lavoro da domani», spiega Fiordi che sottolinea come ci sia da considerare «anche un tema di continuità e di confronto con la Vigilanza». Il percorso è, comunque, avviato anche perché il Credito Valtellinese di oggi non è più quello pre-capitalizzazione.

«In 4 mesi, poco più di 120 giorni, è nato un Creval nuovo che potrà affrontare sfide future da una posizione di grande forza», dice Fiordi al “parterre»” degli azionisti che «può guardare al futuro» della banca «in modo positivo». Gli obiettivi sono chiari. Come da piano la banca vuole chiudere il 2018 con i conti in positivo. «Nei prossimi 3-4 mesi avremo degli indicatori di bilancio, di rischio e di qualità tra i migliori del sistema bancario sia come Npe ratio (il rapporto tra crediti deteriorati e il totale dei crediti erogati, ndr), liquidità, coefficienti patrimoniali», assicura Fiordi. Sempre in tema di Governance ancora Dumont ha stigmatizzato il comportamento di alcuni consiglieri che «almeno apparentemente», in prossimità della chiusura dell’aumento di capitale, hanno ceduto i diritti o la propria partecipazione azionaria. «Non faccio nomi, auspico che facciano un passo indietro per il rispetto nei confronti dei soggetti che hanno impiegato risorse e nel rispetto degli azionisti che si sono visti diluiti», la richiesta arrivata tramite l’avvocato Scrocchi.


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