Creval: forte calo in Borsa, ma consorzio ottimista sull’aumento di capitale
Mercoledì un Cda straordinario aveva comunicato le condizioni dell’aumento di capitale

Creval: forte calo in Borsa, ma consorzio ottimista sull’aumento di capitale

Oggi la Consob si riunirà per autorizzare la pubblicazione del prospetto, in cui saranno elencati i rischi dell’operazione che approderà sul mercato lunedì e si concluderà l’8 marzo, termine ultimo per esercitare i diritti di opzione (che potranno essere negoziati fino al 2 marzo). Il buon esito è garantito da un consorzio di 11 banche, guidato da Mediobanca.

Creval in difficoltà ieri Borsa. Mercoledì un Cda straordinario aveva comunicato le condizioni dell’aumento di capitale che è fortemente diluitivo. Lo sconto del Terp (il prezzo teorico dopo lo stacco del diritto d’opzione) del 16%. Il prezzo delle nuove azioni è 0,10 euro di cui 0,09 euro a titolo di sovrapprezzo.

L’istituto sondriese si avvicina dunque all’aumento di capitale da 700 milioni in prossimità dei suoi minimi storici. La banca, che dall’annuncio dell’operazione ha bruciato più di due terzi del suo valore, ha visto la capitalizzazione scendere sotto i 100 milioni di euro. Sul tonfo del titolo (-12,78% a 8,92 euro) hanno pesato le condizioni della ricapitalizzazione: verranno emesse quasi 7 miliardi di azioni, a fronte dei 110 milioni in circolazione, nel rapporto di 631 nuove azioni per ogni titolo, al prezzo di emissione di 0,1 euro.

La natura iperdiluitiva dell’aumento spazzerà i soci che non sottoscriveranno, la cui partecipazione nel capitale verrà ridimensionata del 99,84%. La stazza dell’aumento, confrontato con la capitalizzazione calante del titolo, lo fa assomigliare a una ipo. Chi comprerà le nuove azioni - pagandole a buon mercato per Equita (parte del consorzio di garanzia) - scommetterà su una banca più pulita (npe ratio a circa il 10%), pronta a buttarsi nella mischia del risiko e con una compagine azionaria composta da fondi interessati a far lievitare il valore dei loro titoli.

Oggi la Consob si riunirà per autorizzare la pubblicazione del prospetto, in cui saranno elencati i rischi dell’operazione che approderà sul mercato lunedì e si concluderà l’8 marzo, termine ultimo per esercitare i diritti di opzione (che potranno essere negoziati fino al 2 marzo). Il buon esito è garantito da un consorzio di 11 banche, guidato da Mediobanca, che non hanno considerato le elezioni del 4 marzo tra gli eventi che potrebbero far saltare la garanzia sull’inoptato.

Il crollo in Borsa viene considerato abbastanza fisiologico da chi segue l’operazione mentre vengono visti con favore i volumi: chi ha acquistato il 7% scambiato oggi è probabilmente intenzionato a sottoscrivere. Si vedrà nei prossimi giorni se l’interesse sull’operazione eviterà al diritto di opzione di tendere a zero. Da parte del consorzio c’è fiducia che le manifestazioni di interesse raccolte dagli investitori in queste settimane si tradurranno in quote anche rotonde, fino al 5% del capitale. Più cauti gli analisti di Fidentiis che trovano l’operazione «un pò sfidante» e faticano a vedere «un appeal speculativo» sull’M&A, considerando i multipli post-aumento troppo alti per attrarre banche come Credem o Bper.


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