Crescono le vittime sul lavoro, «serve più sicurezza»

Crescono le vittime sul lavoro, «serve più sicurezza»

Il vessillo tricolore dell’Anmil e quello granata dell’Avis, la pioggia a tratti e il convento dei Cappuccini di Colda hanno accolto i partecipanti alla cerimonia del primo maggio, Festa del lavoro, ma anche occasione di stringersi attorno al “Libro della memoria” che riporta il triste aggiornamento annuale dei caduti sul lavoro.

Nel corso del 2015 sono stati sette: Ornella Martina Casolini, Giancarlo Romeri, Lorenzo Gherbi, Stefano Olcelli, Marco Gianatti, Agostino Folini e Giacomo Bettegacci, qualcuno rapito nel fiore degli anni, altri a pochi mesi dalla pensione.

«Senza contare - ha sottolineato il presidente dell’Anmil Emilio Giacomelli -che l’elenco non comprende altre categorie di lavoratori (liberi professionisti, partite Iva, forze dell’ordine, vaucher) che non sono assicurati con l’Inail e quindi è un elenco parziale della pur triste realtà quello diffuso dall’ente».

Troppi morti. Non a caso sia l’Anmil che i sindacati chiedono un’azione decisa sia sul piano della cultura della sicurezza e sia su quello legislativo.


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