Covid, non solo anziani  Ricoverati anche ventenni

Covid, non solo anziani

Ricoverati anche ventenni

L’andamento Sei pazienti su 93 hanno dai 40 anni in giù

Pressione su pronto soccorso e punti di primo intervento

Sondalo

Si sgretola il “castello” del Covid a misura di anziano, soprattutto se pluripatologico. I “feed back” che arrivano da Sondalo, centro Covid di Asst Valtellina e Alto Lario, riferiscono del ricovero di pazienti 40enni, 30enni, e anche con meno di 20 anni. Tre, in particolare, i ricoverati nati negli anni ’70, due negli anni ’80, e uno dopo il 1990. Sei in tutto sui 93 presenti in reparto, quindi di una percentuale contenuta si tratta, ma il segnale resta chiaro e ci dice che il Covid era e resta trasversale, per età, per razza, per sesso, e per ceto sociale.

Colpisce in tutte le categorie

Non guarda in faccia a nessuno ed è capace anche di minare il fisico di persone giovani fino alla loro ospedalizzazione.

Che, giorno dopo giorno, si fa più massiccia, obbligando gli operatori dell’intera rete ospedaliera, del centro Covid, certamente, ma anche di Pronto Soccorso, dei Punti di primo intervento e delle Osservazioni brevi intensive (Obi) Covid, ad un surplus di attività che si sta facendo pressante.

Perchè se erano 93, a ieri, i pazienti ricoverati a Sondalo, di cui 53 uomini e 40 donne, dei quali sette in Terapia intensiva, altri 15, sintomatici, risultati positivi al tampone, si trovavano nei punti Obi di Chiavenna, Sondrio e Sondalo in attesa di essere trasferiti nei reparti Covid del Morelli. Dove il livello di attività Covid cresce in modo esponenziale, di giorno in giorno, di ora in ora. Basti ricordare che, a inizio ottobre, i pazienti ricoverati erano 15, e, nel giro di poche settimane siamo lievitati a 93 e sono già intervenute 50 dimissioni e 10 decessi, di cui sei uomini e quattro donne, tutti con più di 69 anni.

Per quanto riguarda le persone attualmente ricoverate, la predominanza, per età, è appannaggio degli anziani e molto anziani, perchè parecchi pazienti provengono dalle case di riposo della provincia, soprattutto Ponte in Valtellina, Sondrio, residenza Bernina, e Roncaglia di Civo. Per cui ci sono dieci persone nate negli anni ’20, 25 negli anni ’30, altrettante negli anni ’40, 13 negli anni ’50, 14 negli anni ’60, oltre ai giovani di cui già abbiamo detto.

Più reparti

Un aumento di attività che ha comportato un ampliamento dei reparti, saliti, in un attimo, da tre a quattro, tutti concentrati nel padiglione 1 e assistiti da 140 operatori, fra medici, infermieri e personale socio-sanitario. Padiglione «individuato - scrive Asst, fors’anche in risposta alla richiesta dei sindaci dell’Alta Valle di optare per il 6° - per la sua dislocazione e per il comodo collegamento col padiglione 4 dove ci sono Radiologia e Terapia intensiva. Attraverso il tunnel esistente, i pazienti che necessitano di controlli diagnostici o di cure intensive possono essere trasferiti velocemente senza impegnare ambulanze di sorta».


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