Covid, dati in ritardo  E i sindaci vanno col fai da te
Ospedali della provincia sotto pressione (Foto by gianatti)

Covid, dati in ritardo

E i sindaci vanno col fai da te

L’emergenza Il tracciamento da parte dell’Ats della Montagna non riesce ad aggiornare i numeri dei positivi

All’inizio della seconda ondata pandemica era calma piatta, ora invece i primi cittadini di Valtellina e Valchiavenna hanno intensificato l’interlocuzione con i loro cittadini.

Necessaria, anche perché il solo canale istituzionale non è sufficiente a garantire il contenimento della diffusione del coronavirus. «Il contact tracing è saltato nel momento in cui il contagio si è diffuso a macchia d’olio», ha ammesso, ieri stesso, Franco Locatelli, presidente dell’Istituto superiore di sanità, e così anche i sindaci casa nostra cercano di fare di necessità virtù.

Un po’ come ai tempi della prima ondata pandemica, osservano sì gli andamenti del contagio comunicati, dal lunedì al venerdì, dall’Ats della Montagna, riferiti però solo al loro Comune e non, come in primavera, a tutti e 77 i Comuni, ma dato che questi dati non sono sempre aggiornati in tempo reale, tengono loro, materialmente, la conta dei contagi.

Il Comune di Piuro, ad esempio, ha allestito una sorta di “registro comunale effettivo”, così lo chiama il sindaco, Omar Iacomella, che viene aggiornato, dalla primavera scorsa, in base a ogni singolo cambiamento incrociando i dati che arrivano dall’Ats della Montagna con quelli raccolti dai cittadini stessi coinvolti dal contagio.

«I dati Ats ci dicono che i cittadini positivi sono sei, di cui due ricoverati in ospedale - scriveva Iacomella ieri sul proprio profilo Facebook -, ma in realtà siamo a conoscenza diretta che sul territorio vi sono almeno altri cinque casi attivi non ancora caricati sul sistema, che portano il numero attuale a 11. Di cui uno asintomatico in età scolare, e quattro lavoratori in Svizzera che hanno fatto il tampone a Spino o Samaden - aggiunge il sindaco -. Invitiamo questi ultimi ad attenersi, comunque, alle regole di quarantena italiana e ad aspettare l’esito del secondo tampone prima di rientrare in comunità. Anche le persone in isolamento, per Ats, sono 8, ma le mie conoscenze dirette le fanno lievitare ad almeno 14».

Se ne deduce, quindi, come sia difficile tracciare il contagio in tempo reale dentro i singoli Comuni e quanto si stiamo sforzando di farlo i primi cittadini, chi più chi meno, ma per lo più tutti in prima linea.


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