Covid, campanello d’allarme:   14 ricoverati a Sondalo
L’infettivologa Chiara Rebucci, a sinistra, con Sarah Barbuto, durante l’emergenza al Morelli in aprile

Covid, campanello d’allarme:

14 ricoverati a Sondalo

A fine luglio erano solo in due. Il medico: alcuni con sintomi che non si vedevano da marzo

È un campanello d’allarme quello che giunge da Asst Valtellina e Alto Lario rispetto ai ricoveri al reparto covid del Morelli di Sondalo. Dai due pazienti ospitati a fine luglio, si è saliti ai 14 dell’altro ieri, con un picco di tre ricoveri in un giorno registrati venerdì scorso. Si tratta di pazienti valtellinesi, equamente divisi fra uomini e donne, per lo più anziani, ma solo in parte provenienti dalle case di riposo del territorio.

Nessuno di loro si trova in Terapia intensiva, e questa è una buona notizia, ma, dal momento che il “filo rosso” con l’ufficio stampa di Asst Valtellina e Alto Lario si era interrotto, sul fronte covid, l’8 luglio scorso, dato che i posti letto occupati erano in progressivo, costante, calo, e l’ultimo ricovero risaliva al 29 giugno, il fatto che il tema si riproponga, fra drizzare le antenne al cielo.

Anche perchè, come sottolinea Chiara Rebucci, infettivologa, responsabile del reparto sondalino, «i pazienti ricoverati sono la punta dell’iceberg di un sommerso più esteso - evidenzia - . Alcuni di quelli arrivati la settimana scorsa presentavano sintomi gravi come non ne vedevamo da marzo. Abbiamo avuto anche casi di gastroenterite, ma molti sono giunti in Pronto Soccorso per altre patologie e sono risultati infetti dopo l’effettuazione del tampone».

Identico a quello noto il decorso della malattia, che i medici hanno imparato a conoscere nei mesi scorsi e che contavano di non dover più vedere, invece, ecco che si ripropone. Il trend è sempre quello «febbre alta e condizioni generali che peggiorano all’improvviso - sottolinea la dottoressa Rebucci -. E dato che basta poco per ammalarsi, ma basta poco anche per evitare di ammalarsi, l’invito è ad adottare sempre tutte le precauzioni del caso e che abbiamo imparato a conoscere».

Tema caro a Tommaso Saporito, direttore generale di Asst Valtellina e Alto Lario, per mesi spesosi in inviti alla popolazione alla massima prudenza, e che, ora, torna in argomento. «Invitiamo tutti, giovani e anziani, a prestare molta attenzione, perchè il virus c’è sempre e l’adozione delle misure consigliate è fondamentale per evitare il contagio - sottolinea Saporito - . Senza allarmismi e senza privarci di momenti da condividere con altre persone, dobbiamo essere prudenti, evitare gli assembramenti, mantenere le distanze di sicurezza, indossare la mascherina e lavare frequentemente le mani. Regole che valgono per tutti i contesti pubblici, in particolare per quelli dove si radunano molte persone, e il cui rispetto tutela noi stessi e gli altri»

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