Martedì 15 Luglio 2014

«Cossi lascia la Valle?

Sugli appalti ha ragione»

In Valle Cossi non vince gare, in Ticino si aggiudica lavori ciclopici e fattura 150 milioni di franchi l’anno

Nessuno – almeno per ora - critica la decisione di Renato Cossi che ha annunciato di depotenziare la sua presenza in valle a tutto vantaggio del Ticino. Quindi della Svizzera.

La sua scelta appare un’ulteriore conferma delle difficoltà del Paese e della Valtellina. Sindacati e imprenditori hanno letto con preoccupazione l’annuncio del titolare di Cossi Spa.

Secondo la Cisl la notizia è pesante. «Sembra di capire che non ci saranno ripercussioni immediate per la provincia di Sondrio, anche se si andrà a perdere un pezzo importante della storia dell’edilizia – premette Daniele Tavasci, segretario della Filca-Cisl -. Cossi spiega che non si riesce più a vincere una gara se non puntando su elevati ribassi. Da tempo noi diciamo che le gare non possono essere più basate solo su questo parametro. È una guerra che porta a questi risultati: le imprese storiche e strutturate, proprio perché serie, non riescono a sopravvivere. Serve un cambio di rotta. Bisogna rimettere mano a questa gestione degli appalti, valorizzando le migliori condizioni complessive. Altrimenti pagheremo un prezzo altissimo in termini di perdita di know how e posti di lavoro. Se poi vinci, qui la burocrazia ti porta a lavorare due anni dopo».

«La prima riflessione è inevitabile: sapere che una delle aziende più importanti della provincia di Sondrio del settore costruzioni punta verso il Ticino è motivo di dispiacere e preoccupazione – spiega il segretario Giocondo Cerri -. Le sue affermazioni sulle criticità del comparto si ripetono a distanza di sei-sette anni da analisi del tutto simili. Non riesco a capire come un territorio, di fronte a queste considerazioni, non sia stato in grado di rispondere ed eventualmente di agire di conseguenza. Il silenzio non ci sta. Mi aspetto un vivace e franco dibattito, ora, con il coinvolgimento di tutti gli attori che operano nel territorio, sia a livello di istituzioni, sia di associazioni di categoria».

Secondo Gianfranco Conti Manzini, presidente dell’associazione di imprenditori “Salvo buon fine”, «non bastavano le delocalizzazioni in Oriente e le chiusure: ora c’è anche la Svizzera che accoglie a braccia aperte le nostre imprese, perché lavoriamo bene e costiamo poco». L’azienda Ecm di Delebio lavora proprio nell’edilizia. «Oggi ho pensato in più momenti alla notizia relativa alla scelta di Cossi – spiega -. A livello di impresa, ci mancherà un grosso cliente. Ma il discorso più rilevante è generale. Quando espone certi problemi, costruisce una sintesi dei problemi della Valtellina. Siamo una zona periferica che deve fare i conti con mille criticità. Massimo ribasso non vuol dire né qualità, né risparmio per il committente. Se poi pensiamo che a volte c’è ancora spazio per dei subappalti, tutto diventa ancora più paradossale. Poi c’è la questione della concorrenza sleale, ad esempio da parte di aziende che arrivano da lontano, un problema che le nostre istituzioni non hanno il coraggio e la forza di affrontare».

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