Cosio Valtellino, la centrale a biomassa vista dall’interno è odore di legno ed efficienza

Cosio Valtellino, la centrale a biomassa vista dall’interno è odore di legno ed efficienza

«Con questo impianto, Sem produce il 100% del fabbisogno dei suoi utenti attraverso le risorse locali delle fonti rinnovabili acqua e legna».

Per questo obiettivo, raggiunto con la realizzazione e la messa in funzione della centrale a biomassa di Regoledo e la realizzazione della rete di teleriscaldamento ad essa collegata, la Società elettrica di Morbegno ha investito complessivamente circa 8milioni di euro. Sei milioni per la centrale, altri 2 per la rete del teleriscaldamento, lunga 2 chilometri attraverso la frazione di Regoledo e fino alla città di Morbegno, che a pieno regime impiegherà 8-9 unità di personale.

Dall’interno, la struttura è dominata negli spazi da un vastissimo magazzino con un sistema di stoccaggio e prelievo automatizzato, dove viene accumulato il cippato, con il tipico odore di una segheria, dai filtri (elettrostatico e multiciclone) che occupano visivamente gran parte del piano terra dove si trova anche il forno che brucia la biomassa vergine (materiale legnoso, corteccia). Dopo il passaggio nei filtri, dal camino esce in sostanza vapore acqueo.

Con l’accensione della caldaia è partito anche il monitoraggio sulle emissioni: «I controlli ci sono già ed evidenziano che ad ora siamo ampiamente entro i limiti che ci siamo imposti». Sem ha infatti deciso di porsi obiettivi più restrittivi di quelli previsti per legge, portando a 10milligrammi per metro cubo il limite per le polveri sottili (a fronte dei 20 mg/m3 di legge) e 150 per gli ossidi di azoto (Nox, per i quali 200 è il limite di legge).

Al termine dei 90 giorni del periodo di avviamento ora in corso, saranno effettuate le analisi finali con un laboratorio terzo che metterà di fatto sotto esame il sistema di rilevazione della centrale Sem di Regoledo. «Abbiamo risposto positivamente - dice Bertolini - alla richiesta di Arpa di essere presente in quell’occasione, favorendo la massima trasparenza nella certezza di avere scelto, anche per quanto riguarda il sistema di monitoraggio delle emissioni, sul quale sono stati investiti 140mila euro, la soluzione tecnologica migliore disponibile».


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