Corsa al tampone  nelle farmacie  «Troppe richieste»
Si moltiplicano le richieste di tampone in farmacia per ottenere il Green pass , al momento per chi lavora nella scuola

Corsa al tampone

nelle farmacie

«Troppe richieste»

Green pass In alcuni casi non c’è posto fino a dicembre

Le richieste da personale no-vax specie della scuola

Più che corsa al vaccino, in provincia sembra di assistere alla corsa al tampone per effetto dell’estensione del Green pass ai luoghi di lavoro. Corsa partita in concomitanza con l’apertura delle scuole, perché attualmente il cliente-tipo, è rappresentato dall’insegnante o dall’operatore scolastico, anche se nelle farmacie cominciano ad arrivare richieste anche da altre figure professionali.

Con agende, in alcuni casi, sature fino a tutto novembre e posti già occupati a dicembre, per cui se la rotta non si invertirà per effetto di una maggiore adesione alla vaccinazione, il sistema potrebbe addirittura ingolfarsi.

«È una cosa pazzesca - ammette Rosalba Carbone, titolare dell’omonima farmacia di via Dante, a Sondrio -, non ce la facciamo più, in quanto la richiesta si è molto intensificata. Praticamente siamo impegnati sui tamponi tutti i giorni di apertura, per una media di uno ogni 15 minuti (fatti salvi gli spazi che teniamo disponibili per i tamponi garantiti dal Servizio sanitario nazionale e regionale), con prenotazioni effettuate soprattutto da insegnanti anche se ora stanno arrivando richieste da lavoratori pure di altre realtà del privato. Praticamente abbiamo le agende piene per tutto ottobre e tutto novembre e già da ora, a dicembre, sono rimasti pochi posti liberi».

E questo per il fatto che i richiedenti il tampone si stanno organizzando molto bene in ragione della necessità di esibire il Green pass per arrivare al lavoro. Il tampone, si sa, deve essere effettuato nelle 48 ore precedenti e, siccome l’orario compare sul Green pass, occorre essere precisi.

«Ci sono, addirittura persone che ci chiedono se non possiamo aprire prima, alle 8 anziché alle 8.30, per effettuare il tampone nei tempi utili ai fini del Green pass - evidenzia Chiara Biglioli, titolare dell’omonima farmacia di Morbegno -, cosa che noi assolutamente non facciamo, anche perché non ci sembra etico agevolare questo tipo di discorso. Anzi, io spero di non farne più, di tamponi, nel prosieguo. Ho notato che tanti clienti hanno cambiato idea e si sono vaccinati o lo stanno per fare, e ne sono contenta, però, la richiesta c’è, è notevole, e proviene soprattutto dal mondo della scuola».

In pochi, ancora, hanno cambiato idea, invece, fra i clienti della farmacia “Marcella Vitali”, di Albosaggia.

«È un continuo di richieste - sottolinea la collaboratrice della farmacia -, però le stiamo prendendo, per ora fino a fine mese, diversamente diventano difficili da gestire e, oltretutto, non ci sembra neppure eticamente giusto favorire questo trend. Dopodiché, il servizio lo effettuiamo, ovvio, e ad accedervi ora come ora sono soprattutto operatori delle scuole che calendarizzano i tre appuntamenti a settimana».

Organizzandosi molto bene anche rispetto ai giorni di riposo delle farmacie, per cui pianificano gli appuntamenti in base ai turni delle realtà aperte sul territorio andando su una piuttosto che sull’altra a seconda delle necessità.

«Il lavoro è cambiato molto, infatti, rispetto a quest’estate - conferma Mara Pensini, farmacista alla “Ferri Farmacie” di Tirano -, perché fino a fine agosto, facevamo tamponi su tamponi nel fine settimana, per garantire i controlli a coloro che dovevano prendere parte a matrimoni o feste, o dovevano partire per le ferie e, non ultima, la grande affluenza dei turisti che per poter prendere il Trenino Rosso del Bernina, e non sapendo che necessitava il Green pass, giungevano in farmacia all’ultimo minuto, mentre ora si lavora di più ad inizio settimana. Stiamo prendendo prenotazioni fino al 9 ottobre, poi, vediamo».

Fino a 50 tamponi al giorno alla Farmacia della Valchiavenna, di Giuseppe La Rocca, dove la ricerca del Covid con tampone «non si è mai arrestata - conferma il titolare -, ma, ora, si notano più lavoratori, in particolare personale scolastico».


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