Coradia, pochi vagoni. Turisti e studenti costretti a stare in piedi
Stipati come sardine gli studenti che tornavano in Valle ieri per il fine settimana

Coradia, pochi vagoni. Turisti e studenti costretti a stare in piedi

Ieri - a differenza di domenica scorsa - non c’erano le Frecce tricolori a Varenna. Ma anche stavolta i disagi, nel primo giorno del weekend, sulla linea ferroviaria Milano-Tirano non sono mancati.

Ieri - a differenza di domenica scorsa - non c’erano le Frecce tricolori a Varenna. Ma anche stavolta i disagi, nel primo giorno del weekend, sulla linea ferroviaria Milano-Tirano non sono mancati. Il problema è stato di nuovo l’affollamento dei vagoni, come segnala la Filt-Cgil di Sondrio sulla base delle segnalazioni - accompagnate dalle fotografie scattate sul treno - che hanno diffuso alcuni viaggiatori.

«Verrebbe da chiedersi dove sta la novità - spiega con amarezza Giorgio Nana, sindacalista del settore dei trasporti -. Ancora una volta è successo quello che si verifica molto spesso: posti insufficienti e tantissimi pendolari in piedi».

Secondo le informazioni comunicate alla Filt, alla base del disagio c’era la composizione del treno utilizzato per coprire la tratta: «Un Coradia partito da Milano con la metà dei vagoni rispetto al solito», precisa il sindacalista. Una situazione che si è già verificata in passato, con inevitabili disagi nei giorni caratterizzati dalla presenza di un numero elevato di viaggiatori.

«Ieri c’erano turisti, ad esempio quelli diretti alle cantine di Morbegno. Senza dimenticare gli stranieri che arrivano a Malpensa oppure a Bergamo e poi salgono a Varenna. Ma non solo: ho parlato con universitari in viaggio verso la Valtellina dopo la settimana trascorsa a Milano. Senza dimenticare tutti gli altri utenti, compresi anziani e una donna incinta che fortunatamente qualcuno ha fatto sedere».

Anche se negli ultimi diciotto mesi, con l’insediamento della nuova giunta regionale, si sono registrati alcuni cambiamenti interessanti nell’ambito della gestione delle ferrovie, il pensiero di Nana è molto chiaro: «Ci vogliono sempre due ore, se va bene e non ci sono ritardi, per percorrere 130 chilometri. Trenord ci parla di indici di puntualità e di altri miglioramenti, ma la sostanza è un’altra. E ricordiamoci che noi denunciamo questa situazione da decenni, ma purtroppo senza ricevere riscontri adeguati. E non dimentichiamoci che alle Olimpiadi del 2026 si avvicinano».

A proposito di ritardi, anche ieri lavori di manutenzione e incroci hanno determinato dei problemi.


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