«Coop Alba, da 5 mesi senza stipendio»
Tra i servizi garantiti c’è l’asilo “il bosco delle meraviglie” di Albosaggia

«Coop Alba, da 5 mesi senza stipendio»

La Cgil denuncia la situazione insostenibile in cui si trovano circa 70 lavoratori in provincia di Sondrio. Rigamonti: «Garantiscono servizi nevralgici senza ricevere un euro. I Comuni dovrebbero attivarsi per tutelarli».

Senza stipendi da cinque mesi, stanno portando avanti lo stesso i servizi a loro assegnati, con grande senso di responsabilità e professionalità si recano al lavoro quotidianamente sperando che la situazione si sblocchi. È intollerabile la situazione che stanno vivendo da gennaio le lavoratrici e i lavoratori (circa 70 in totale tra Valtellina e Valchiavenna) della Cooperativa sociale Alba, finita nel mirino della magistratura catanese,come denuncia la Fp-Cgil.

Questa cooperativa gestisce servizi dedicati a persone in situazioni di fragilità: residenze per anziani e servizi assistenziali ed educativi per anziani e disabili. A dicembre, con il sequestro di questa e altre cooperative (e l’arresto del suo fondatore Pietro Marino Biondi) con la stessa gestione da parte del Tribunale di Catania - dove ha sede la direzione operativa della cooperativa -, è stato nominato un amministratore per la gestione straordinaria. «Questo ci aveva fatto sperare in una risoluzione delle problematiche in tempi brevi e certi - spiega la sindacalista Laura Rigamonti -. Purtroppo, ad oggi, dobbiamo invece constatare che la situazione oramai è insostenibile, i dipendenti sono esasperati, non possono fare affidamento sulla loro retribuzione ma i mutui, le spese e le bollette non aspettano. E non si vedono soluzioni in tempi brevi. Da parte nostra, chiaramente, sono state avviate tutte le azioni sindacali e vertenziali necessarie».

Rimangono tra l’altro aperti i numerosi problemi legati alla gestione dei servizi tuttora gestiti dalla Cooperativa Alba. Alcuni enti – rileva la Cgil - hanno affidato temporaneamente i propri ad altre cooperative sociali, in attesa di espletare nuovi bandi di appalto, «mentre la maggior parte dei Comuni sta aspettando la naturale conclusione, senza apparentemente preoccuparsi della condizione degli operatori che portano avanti i servizi che hanno dato in gestione».

A proposito del prossimo affidamento la Cgil auspica «che la costruzione dei capitolati di appalto nei bandi non cavalchi la logica del massimo ribasso, privilegiando il criterio meramente economico rispetto alla qualità, soprattutto quando si tratta di lavoro di cura di soggetti fragili».

Si conta invece sul fatto che sia previsto un budget sostenibile da tutte quelle cooperative affidabili che sul territorio lavorano seriamente. La Cgil invita inoltre gli uffici preposti a tenere in considerazione questa novità: martedì è stato definitivamente sottoscritto il rinnovo del contratto nazionale di lavoro delle cooperative sociali e questo comporterà ricadute di carattere economico non solo a livello meramente retributivo, ma derivanti anche dalla revisione della parte normativa del ccnl. «Il costo del personale, i costi della sicurezza non sono elementi sui quali si possa applicare il contenimento della spesa derogando ai dettami retributivi, contributivi, assicurativi e del livello di inquadramento. Il rispetto delle condizioni di lavoro e la qualità dei servizi offerti devono diventare il riferimento per il loro affidamento trovando una adeguata valorizzazione nei capitolati di appalto», conclude Laura Rigamonti.


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