Lunedì 21 Ottobre 2013

Contro la fusione

nasce il comitato

Il logo scelto dal Comitato per la campagna referendaria del “no”

È stato ufficialmente costituito il comitato “No alla fusione” da parte di coloro che non vogliono la fusione dei comuni di Grosotto, Mazzo, Tovo, Lovero, Vervio che cancellerebbe i cinque comuni per dare vita a uno nuovo, che si chiamerà Pieve del Mortirolo o Borghi del Mortirolo, come i cittadini dei cinque comuni saranno chiamati a decidere nel referendum del 1 dicembre.

Nel comitato ci sono cittadini dei comuni interessati alla fusione. Il coordinatore è Patrizio Patelli , consigliere di minoranza nel comune di Grosotto: «Io sono grillino, ma il comitato è traversale visto che ci sono anche esponenti del Pdl e di altre correnti di politiche. Questa è una questione amministrativa e non politica e quindi non va fatta una distinzione di tal genere».

In attesa di piazzare i gazebo informativi per convincere la popolazione dei cinque comuni a votare no, la prima mossa del comitato è sta quella di crea un logo nel quale un pesce grande spalanca la bocca e si mangia i quattro piccoli. Questa sarebbe la spiegazione di cosa accadrebbe secondo gli oppositori se la fusione diventasse realtà. Davanti ad un’ipotesi del genere il comitato scrive a chiare lettere “No, grazie”. Nessuna spiegazione ufficiale ma è facile intuire che il pesce grosso è il Comune di Grosotto, il più grande fra i cinque della fusione, i restanti quattro sono gli altri coinvolti. “Grosotto, Mazzo, Tovo, Vervio e Lovero non vogliono morire” è lo slogan sopra il logo che testimonia che in caso di fusione il nome dei cinque comuni scomparirebbe per lasciare spazio a quello nuovo. Il significato del disegno del logo - pesce grosso che mangia pesci piccoli - lo capiscono anche i bambini. Fusione per il “Comitato del no”, vuole dire che il pesce più grosso mangia quelli più piccoli. Secondo gli esponente del comitato del no ci sarebbe ancora troppa confusione nella gente fra i concetti di unione e fusione e quindi vogliono fare chiarezza.

«Lo Stato centrale l’anno prossimo chiederà ai piccoli comuni di unire i servizi, unire le funzioni per la gestione associata dei servizi, l’unione avverrà automaticamente a costo zero». Insomma, per loro, meglio un’unione a costo zero nel 2014, piuttosto che una fusione oggi. La posizione del comitato contraddice quella degli attuali sindaci di Grosotto, Mazzo, Tovo, Vervio e Lovero che sottoscrivendo il Patto del Mortirolo hanno poi chiesto e ottenuto dalla Regione Lombardia il referendum del 1 dicembre per proporre ai cittadini, 4.200 abitanti, la fusione. Secondo il “comitato del no”, il cittadino deve capire che dietro la proposta che si troverà sulla scheda del referendum “Vuoi, tu cittadino la fusione,” c’è la cancellazione per sempre del tuo comune.

Insomma, dopo la fusione non ci saranno più grosottini, mazzulatti, loverini, vervaschi, e tovaschi, ma solo cittadini della Pieve del Mortirolo.

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